IL VALENCIA DI RAFA BENITEZ: DA AIMAR AD ANGULO
Nel Napoli più iberico della storia, scopriamo le curiosità, gli aneddoti, i modus vivendi della cultura spagnola.
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il 2004 è stato il miglior anno della storia del Valencia. In quel periodo la rosa allenata da Rafa Benitez raggiunse il miglior momento della storia del club. Quella stagione magica per il “valencianismo” sarà ricordata come l’anno della doppietta. “El doblete” di Albelda, Baraja, Vicente, Cañizares, Ayala, Mista, Carboni.
Benitez fece di quella rosa una squadra invincibile. Una compagine che era una macchina ben oliata che non falliva mai nelle grandi occasioni. Tra i pali stazionava Santiago Cañizares, il miglior portiere della storia recente del club sempre in competizione con il secondo dell’epoca Palop. Carlos Marchena, invece, rappresentava il jolly della squadra: il tecnico spagnolo lo schierava indistintamente sia a centrocampo che in difesa. Il giocatore dimostrò grande attaccamento alla maglia fino a guadagnarsi per alcuni anni la fascia di capitano. Il leader e l’anima di quella squadra era Roberto Fabián Ayala, “El Raton”, che si contraddistingueva per temperamento e competitività. Sulla fascia sinistra Benitez si affidava all’italiano Amedeo Carboni, un vincitore nato che ha lasciato il segno nel cuore dei tifosi valenciani. In quegli anni debuttava anche uno dei giocatori più rappresentativi dell’attuale Napoli, Raul Albiol. Il tecnico vide in lui, seppur giovanissimo, un grande potenziale schierandolo soprattutto nella posizione di mediano. Dal Malaga arrivò Francisco Rufete, laterale destro che insieme a Miguel Ángel Angulo, diventò uno dei perni della formazione. Il vero “crack” fu Vicente: il miglior giocatore europeo di quell’annata. Rubén Baraja e David Albelda rappresentavano due perni indiscutibili: “El Pipo” Baraja era il vero motore di quella formazione. La grande scoperta di Rafa Benitez fu Momo Sissoko: arrivato dall’Auxerre come attaccante, avrebbe dovuto giocare nella “filial”, ma fu portato dal tecnico madrileno in prima squadra e convertito a stopper. Fu un valido sostituto di Albelda dimostrando tutte le sue qualità. Genio e sregolatezza per “El Payaso” Pablo Aimar: le sue giocate regalavano emozioni forti. La sorpresa di quell’annata fu “Mista”, soprannominato “El Killer”, che realizzò ben 24 gol in stagione, ma il giocatore più utilizzato fu Miguel Ángel Angulo, uno dei più titolati con la “camiseta” del Valencia.
¡Hasta la próxima!


