UN PRINCIPE SENZA TRONO

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Non esiste al mondo qualcosa che faccia discutere più del “Pallone d’Oro”. Il premio assegnato dalla rivista France Football è diventato ormai talmente popolare che appena viene assegnato già si inizia a parlare di quello dell’anno dopo. Non era ancora abbastanza incaricare un pool dei 50 migliori giornalisti europei (uno per nazione); da quest’anno si sono aggiunti anche i migliori allenatori, quelli che assegnavano il Fifa World Player, anch’esso surclassato dalla potenza della dorata sfera transalpina. Ma non basta neanche questo conclave, perché questi premi qui lasceranno qualche vedova afflitta sempre e comunque. 

A proposito di gente indignate e strepitante, giusto per partecipare al gioco, trovo veramente assurdo il mancato inserimento di Diego Milito nella lista dei 23 “Pallonabili”. Ci sono tutti quelli che hanno lasciato il segno nel 2010 e anche molti che hanno lasciato ben poco. Da Sneijder ad Iniesta a Casillas, passando per Xabi Alonso, Daniel Alves e Asamoah. Pezzi di spettacolo fenomenali, chi più chi meno, ma nessuno – o quasi – decisivo come lui. Magari non lo avrebbe vinto comunque, ma almeno un piazzamento era doveroso per questo calciatore che è arrivato tardissimo al grande calcio ma ci è arrivato molto bene. Milito ha messo la firma in calce più importante nella straordinaria stagione dell’Inter del Triplete. Trenta reti, di cui ben sei in Champions’ League compresa la doppietta in Finale. Un rendimento altissimo per tutta l’annata, eccetto il Mondiale in cui più che giocar male non ha avuto proprio modo di giocare, visto che Maradona gli preferiva Higuaìn. Ma una discriminante simile può incidere sulla vittoria, non certo sull’ingresso in finale, perché Milito quest’anno ha fatto molto più di Messi e Cristiano Ronaldo insieme, tanto che i suoi più giovani e famosi colleghi sono rimasti praticamente a bocca asciutta. 

D’accordo, è comunque un premio che il giornale francese assegna un po’ per gioco, perché in fondo non porta alcun beneficio al vincitore se non in termini di prestigio. Ma è giusto gratificare chi ha vinto tanto. L’attaccante interista, se non proprio sul podio, meriterebbe comunque l’ingresso fra i primi cinque. Invece dovrà accontentarsi di un 24esimo posto “honoris causa”, visto che almeno sulla lista degli esclusi la prima posizione è senz’altro la sua.P.S. Siamo in gioco, giochiamo fino in fondo. Chi lo vincerà? Probabilmente Sneijder, e sarebbe la conclusione più giusta se il valore si misura dai risultati. Rispetto a Milito, Sneijder è anche arrivato in finale al Mondiale, probabilmente sarà questo aspetto che regalerà all’olandese lo sprint decisivo. Ma personalmente preferirei che lo vincesse uno spagnolo, in omaggio alla scuola che più di tutte diverte e funge da esempio. Iniesta per il gol mondiale, ma solo per quello; molto più esotico Casillas, che lo potrebbe vincere come Cannavaro, quale simbolo di una nazione intera per la fascia che portava al braccio. Ma il mio preferito resta sempre Xavi, prototipo di regista moderno indispensabile per la Spagna e per il Barcellona. L’unico uomo senza il quale queste squadre non farebbero molta strada, proprio il candidato perfetto per alzare al cielo anche il Pallone.

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