UN NODO DA SCIOGLIERE. MAREK CHE VUOLE FARE DA GRANDE?
Il campionato del Napoli è praticamente finito. Domenica, a Genova, l'ultimo atto riservato ai saluti, ai ringraziamenti e agli addii. La stagione finisce in carrozza con il club che centra, con una giornata d'anticipo, l'obiettivo sesto posto e l'accesso diretto all'Europa League; di lì in poi si penserà totalmente al futuro, a quello che verrà attraverso il mercato.Meglio mettere in ordine tutti i tasselli e non lasciarli nel per capire cosa manca e trovarlo il prima possibile; molti sono i punti interrogativi per il futuro: i "fuoriclasse" di Marino che vanno da Bucchi a De Zerbi fino a quelli che sono in casa senza una definitiva targhetta come Marek Hamsik.
Chiariamo, non si parla di mercato in uscita per il centrocampista slovacco, ma la miglior collocazione tattica da affidargli per capire dove operare in entrata. Con la maglia azzurra, il giovane Marek ha circumnavigato quasi l'intero centrocampo fino a piazzarsi come regista nell'ultima gara al San Paolo contro l'Atalanta. Ruoli che, in un modo o in altro, ha sempre ricoperto in questo inizio carriera: a Brescia, ad esempio, ha ricoperto la zona interna del centrocampo a 3 con Zeman offrendo ottimi spunti sotto il profilo dell'inserimento e della tecnica individuale; nel Napoli di Reja ha mantenuto quella posizione ma cambiando atteggiamento essendo un centrocampo, in fase di possesso, a 5. In quel caso, Hamsik ha trovato enormi difficoltà in caso di copertura date le caratteristiche non esemplare nel contatto fisico, ma riuscì tuttavia ad esaltare ulteriormente le qualità anche in zona gol; con Roberto Donadoni, poi, Hamsik iniziò a districarsi anche sul settore laterale mancino proponendosi spesso al cross per poi creare lo spazio al compagno argentino Datolo; quindi arriva Mazzarri, cambia un po' di cose e lo slovacco si ritrova a fare il trequartista al fianco prima di Lavezzi poi di Quagliarella. L'esperimento sembra essere andato a buon fine date le marcature messe a segno e il buon inserimento tattico in fase di possesso, ma il tecnico toscano nell'ultima esibizione casalinga lo ha riportato in mediana a prendere il compito di regista. Buona la prova ma non del tutto convincente per il tecnico che ritrova la squadra troppo sbilanciata e senza un copertura in ripiego.
Concludiamo con Marek Hamsik in Nazionale: lo ritroveremo in Sud Africa contro l'Italia e potremmo notare come la sua posizione sia quasi una via di mezzo su tutte quelle ricordate poco fa: posizione in linea mediana a fungere come regista avanzato; una sorta di bassa mezzapunta. Le prestazioni sembrano essere lievitate alla lunga soprattutto se mescolate con una realtà slovacca dove il livello non è certo paragonabile a quello brasiliano. Adesso tocca a Walter Mazzarri trovare la posizione ideale, lo stile più consono e la modalità che ne esalti le caratteristiche senza lasciarlo fuori da un contesto tattico di squadra in modo tale da poter operare al meglio sul mercato evitando quello che già è stato fatto in passato da personaggi che continuano a rivendicare un posto sul carro dei vincitori
