Tre punti d’oro e agonia finale: ora serve continuità!

Tre punti di importanza vitale, ma ora ne serviranno altri tre all’Olimpico di Roma
La settimana cruciale: doveroso per il Napoli trovare due colpacci esterni per regalarsi ancora qualche speranza concreta di agguantare il treno Champions League. Non si può più sbagliare, a maggior ragione avendo la “settimana tipo” e affrontando due avversarie che sono ancora pienamente impegnate in Europa League. Non si vinceva in trasferta dal 10 gennaio; un’eternità per una squadra che dovrebbe lottare per le zone altissime della classifica. Allo stadio San Siro Gattuso opta ancora una volta per una scelta abbastanza conservativa, inserendo Hysaj sulla corsia di sinistra per tentare di contenere le offensive dei rossoneri. La gara inizi e si evolve su ritmi piuttosto alti, con entrambe le formazioni che tentano di rendersi pericolose soprattutto sulle proprie catene mancine, dove Theo Hernandez da un lato e Insigne dall’altro danno costantemente la sensazione di poter trovare la giocata giusta. Proprio dai piedi e dalla velocità del terzino rossonero scaturiscono le prime due occasioni della gara, che però non vengono finalizzate da Leao e Calhanoglu. Con il passare dei minuti gli uomini di Gattuso cercano di impossessarsi del pallino del gioco, mentre il Milan al contrario tenta di colpire gli avversari in ripartenza, anche in virtù di un posizionamento certamente non ottimale da parte del Napoli in fase di non possesso. Le azioni dei partenopei non vengono portate a compimento soprattutto a causa di una scarsa lucidità di Dries Mertens, che negli ultimi metri manca puntualmente la giocata determinante, sprecando ottime potenziali chance tutto solo a ridosso dell’area avversaria. Tra i più propositivi anche Piotr Zielinski, che fa valere le sue capacità di inserimento creando due ottime occasioni verso la porta di Donnarumma senza però trovare il bersaglio grosso. Una delle note meno liete è ancora costituita da Nikola Maksimovic, che sbaglia spesso i tempi del fuorigioco e rimedia anche un’ammonizione pericolosa alla metà del primo tempo. Nella ripresa il Napoli entra in campo con maggiore cattiveria e riesce a sbloccare il punteggio al quarto minuto: ottima giocata difensiva di Hysaj che recupera palla e fa partire l’azione che porta al gol di Politano, il quale viene lanciato sulla destra da Zielinski e pur ciabattando la conclusione riesce a beffare Donnarumma. Dopo che Fabiàn sfiora il raddoppio con una conclusione volante respinta dell’estremo difensore locale, Gattuso manda in campo Osimhen in luogo di un ancora spento Mertens, tentando di sfruttare gli attacchi alla profondità del nigeriano. D’altro canto Pioli inserisce Rebic, Brahim Diaz e Saelemaekers ridisegnando così radicalmente la propria trequarti. Inevitabilmente il Milan alza il proprio baricentro e inizia a creare anche chance pericolose verso la porta di Ospina, sfruttando la freschezza e la lucidità dei neoentrati. Koulibaly commette qualche ingenuità di troppo a causa di eccesso di foga, perdendosi la marcatura di Leao che però non riesce a calciare a pochi passi da Ospina. Il finale di gare è thrilling: gli azzurri arretrano oltremodo il proprio baricentro facendosi schiacciare dal Milan, che crea almeno tre nitide palle gol, ma Ospina e l’imprecisione dei rossoneri impediscono al Milan di realizzare il parecchio. Entra in campo Bakayoko e combina subito la frittata commettendo un possibile fallo da rigore, che però il signor Pasqua non decreta anche dopo l’ausilio del VAR. Dopo cinque minuti di recupero e il rosso a Rebic per proteste termina un match dal peso specifico enorme per il Napoli, che conquista i tre punti rientrando ufficialmente in corsa per un piazzamento in Champions League. Domenica prossima, ancora dopo una settimana tipo, gli azzurri affronteranno la Roma allo stadio Olimpico con l’obiettivo di scavalcare gli uomini di Fonseca in classifica e fare nuovamente bottino pieno per andare a caccia di un’Atalanta lanciatissima. Il primo passo è buono, ora va compiuta l’opera!

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