Stalikings Heads

Un giorno qualcuno dovrà spiegarmi che diritto hanno gli ultras a fare e disfare come meglio credono. Ho sempre rispettato l’istituzione delle tifoserie organizzate, mi viene difficile immaginare un calcio senza il loro apporto e a chiunque affermi il contrario lo inviterò allo stadio a vedere la prossima amichevole in stile Napoli-PSG di quest’estate. Fatta la doverosa premessa c’è però un punto dal quale non si scappa ed è il confine che non bisogna mai valicare, quello fra l’amore passionale e lo stalking. Vale per i rapporti di coppia come per la fede calcistica.

Credo che nella vittoria del Napoli a Cagliari ci sia una buona dose di quanto accaduto in settimana. Sabato alcuni signori con parecchio tempo libero hanno ben pensato di fare irruzione all’allenamento dei rossoblu andando direttamente a minacciare i calciatori, rei di impegnarsi poco in campo e di pensare troppo alla bella vita. Spintoni, parole grosse, sembra addirittura qualche schiaffo. A farne le spese più di tutti pare sia stato il giovane terzino Nicola Murru, una delle promesse della squadra, che a questo punto potrebbe chiedere la cessione e privare la squadra di un prospetto che fra qualche anno poteva valere molto di più. Bel colpo ragazzi, anche perché il modo in cui la squadra ha reagito in campo era tutto un programma. Sembrava che i giocatori non fossero in campo, che avessero la testa altrove. Probabilmente molti di loro non vedono l’ora che finisca la stagione per lasciare quella gabbia di matti. E già, perché quando si passa il segno l’unico risultato che si può ottenere è quello di perdere definitivamente l’amata e trovarsi più poveri e in un mare di guai. Cosa che accadrà presto anche al Cagliari se la società non isola i delinquenti. Per ora non ha preso posizione, ma arrivati a questo punto l’ignavia non può pagare. Bisogna agire e far male, bisogna far capire chi comanda. Altrimenti è il caos.

E torniamo alla domanda di partenza. Chi ha dato a questa gente la confidenza e il diritto di entrare fino al campo di allenamento senza ostacoli, arrivando davanti ai calciatori per intimidirli? Perché questi signori qui hanno tutto ‘sto potere da minacciare i loro beniamini per poi tornare a casa beati e fieri? Sono riflessioni che devono partire dal presidente, perché è lui che deve prendere i provvedimenti giusti. Meglio ristabilire le distanze e schierarsi con la squadra, anche se non è all’altezza della situazione. I giocatori si possono vendere e comprare, i tifosi sono sempre lì ma possono trasformarsi in un boomerang. Se si diventa ostaggio degli ultras si rischia di diventare come quelle donne che vengono picchiate dai fidanzati e dicono di essere cadute dalle scale. Ci vuole forza e polso fermo: alla retrocessione c’è rimedio, all’idiozia di certi soggetti no.

ANTONIO PAPA

Translate »