SIMPATICI E ANTIPATICI
Iniziamo questa storia con il meglio, giusto perché almeno noi una lezione l’abbiamo tratta da quanto accaduto: il meglio conviene spararselo subito, altrimenti se lo aspetti troppo finisce che non arriva più. Dunque, ecco il meglio. C’era una volta Valon Behrami, che a Mazzarri deve più di un grazie visto che dopo di lui non ha più messo una scopa. Valon Behrami ha visto l’esultanza dei napoletani all’esonero di Mazzarri ed ha risposto sdegnato: perché? Ecco, Valon, diccelo tu perché, visto che non perdi occasione per sparlare di Benìtez e un tuo tweet al veleno nel caso (improbabile) di un addio dello spagnolo non è neanche quotato.
Questo è il meglio che questa giornataccia ha riservato a Walter Mazzarri, un meglio venuto subito, in tarda mattinata, e seguito da messaggi di solidarietà (pochi) e di ben-ti-stà (molti) dai tanti che hanno appreso la notizia come un fulmine a ciel sereno, anzi rasserenato dopo il nubifragio di domenica sera, per intenderci quello stesso nubifragio che aveva impedito all’Inter di battere il Verona. Lo riconosco, è dispiaciuto un bel po’ anche a me. È brutto vedere un uomo fare i conti con i propri fallimenti dopo essersi autoproclamato il miglior allenatore d’Italia. Vuol dire che si è sbagliato qualcosa di grosso, sicuramente nella comunicazione e probabilmente anche nelle valutazioni. Walter Mazzarri ha lasciato Napoli perché pensava di aver ottenuto il massimo possibile. E forse aveva ragione, perché il Napoli con lui di più non poteva fare. L’ha preso in zona retrocessione e l’ha portato al cospetto della Juve, grazie grazie e ancora grazie, ma ormai gli stimoli si erano esauriti e quindi è stato un bene per tutti separare le strade. Ciò che poteva risparmiarsi sono i continui riferimenti all’Inter come ad una “promozione”, un premio per la sua gloriosa carriera, un po’ come sminuire tutto il lavoro precedente in una piazza che a Milano non ha nulla da invidiare. Del resto lo hanno dimostrato gli ultimi due anni, che hanno visto il nostro eroe arrivare sempre dietro alla squadra azzurra, salvo mostrarle i fanali posteriori solo in pochi, sporadici momenti, che si contano sulle dita di una mano. Alla faccia della promozione!
Forse Valon Behrami starà ancora chiedendosi il perché di tanta cattiveria sul suo mentore, caso più unico che raro di “gemellaggio” fra tifosi del Napoli e quelli dell’Inter. Beh, glielo sveliamo noi l’arcano. Mazzarri è bravo, è molto bravo, ma è tremendamente antipatico. Non a noi eh, sia ben chiaro, ma a chi oggi stappa spumante e fino a poche settimane fa spingeva da matti per mandarlo via con l’hashtag #Mazzarrivattene. Tradotto: mezza Milano e tre quarti di Napoli. I motivi? Semplicissimo. Autocelebrazione (immotivata) ad oltranza, scuse improbabili per le sconfitte, nessun rispetto per il passato (lo ha fatto ieri con la storia del Napoli, lo ha fatto oggi con Massimo Moratti) e mai una buona parola per nessuno se non per se stesso. Magari questo periodo “sabbatico” gli servirà per riflettere un po’ su quel caratteraccio e riproporsi un po’ meglio la prossima volta, che un po’ di buona stampa fa sempre comodo. Come si dice: chi semina vento raccoglie tempesta. Ma non ditelo a lui, altrimenti dirà che si è stati mandati via per colpa della tempesta!
ANTONIO PAPA



