Sarri: “Con 2° posto stagione straordinaria: dobbiamo vincere!”
Maurizio Sarri ha rilasciato le seguenti dichiarazioni nella conferenza stampa previa alla sfida di sabato sera tra Napoli e Frosinone, ultima di campionato: “Io a un passo dalla storia? In questo momento non sono emozionato, bensì concentrato ed emozionato, in quanto non vedo il giusto clima attorno alla squadra. Il San Paolo ci darà una grande spinta, dovrà essere il ruggito più importante di sempre per affrontare una sfida importante. La squadra si sta approcciando alla partita nel giusto modo, ma non vive in una campana di vetro. Vincere senza soffrire e senza fatica non è facile, quindi occorrerà affrontare la sfida nel migliore dei modi. Se ero convinto di vincere lo Scudetto? Io ho sempre detto che la Juventus era favorita, e ha vinto 26 volte in 27 partite, quindi è di un’altra categoria: avremmo dovuto sperare che fallisse l’obiettivo. Abbiamo già raggiunto il record di punti, ma possiamo raggiungere uno scopo ancor più straordinario: per fare ciò, dobbiamo essere concentrati su questa sfida per andare in Champions. Mio risultato più importante? La visione giornalistica delle vicende di uno sportivo non coincide sempre con le emozioni di quello sportivo. Le emozioni sono intime, mai comparabili forse all’evento, ma è chiaro che sarebbe il risultato più importante della mia carriera. Il Napoli in questa stagione ha avuto un alto rendimento, e anche nelle partite perse contro le big ha tenuto bene il campo. Ad agosto avevo il sentore che potessimo fare bene, ma non potevo valutare quanto. Ripeto, sapevo che si poteva fare comunque bene. Rimpianti? Io nella testa ho solo la partita di domani, la quale deve darci un traguardo importante. Poi dopo valuteremo. Certo, dinanzi a una squadra capace di vincere ventisei volte su ventisette, resta qualche rimpianto; ci sono state alcune decisioni sbagliate, pertanto valuteremo dove potremo migliorare per il futuro: se non hai voglia di migliorare, sei morto. Se mi sento punto fermo del Napoli? Il miglioramento dei singoli è un traguardo accessorio, e in tal senso io mi sento uno che ha cercato di migliorare la squadra laddove fosse più vulnerabile. Il merito però è tutto dei giocatori, i quali hanno mostrato voglia e disponibilità a cambiare modi di pensare e di giocare, specie quelli già affermati: avrebbero potuto prendere il tutto con distacco, invece sono stati molto disponibili. Ma, ovvio, questo passa sempre dopo la partita di domani. Higuain? Dice che il merito è della mamma, perché lui mi ritiene come un padre in quanto lo critico sempre. Scherzi a parte, è di livello mondiale, da un livello straordinario. Dall’esterno avevo la sensazioni che potesse fare meglio, eppure dopo questa stagione, pur migliorando, mi resta sempre la sensazioni che su alcuni margini può ancora migliorare. Certamente ha grandissimi meriti. Sono orgoglioso del fatto che i miei ragazzi, vittoria o sconfitta che fosse, hanno sempre dato al pubblico la sensazione di aver lottato contro chiunque; sono contento anche di aver visto la gente tornare allo stadio. Aspetti tattici? Avere identità ci ha aiutato, i giocatori hanno avuto più sicurezze; e ciò è importante perché, anche dopo una sconfitta, siamo ripartiti dall’idea di aver comunque giocato. Chiaramente non era facile ricominciare dopo le sconfitte, però ripartivamo sempre dall’idea di avere un gioco. Avversari arrendevoli contro la Juventus? Una squadra più forte vince nove volte su dieci, quindi la Juve è più forte, e fa parte della normalità del calcio: contro le squadre più forti perdere è facile. Se penso alla musica della Champions? Per ora mi tocco, visto che non abbiamo ancora vinto… Sarei contento se Higuain raggiungesse il record, ma ciò avrebbe senso solo se raggiungessimo la Champions. Polemiche su Simeone? Ho soltanto detto che si può vincere in qualsiasi modo, ma che non sono adatto a praticare il tipo di calcio del Cholo e non mi divertirei. Ciò non toglie che Simeone e l’Atlético stanno facendo qualcosa di straordinario e che giocarci contro non è facile“.


