RAFFAELE SERGIO: IL TERZINO DALLE PILE SCARICHE

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Raffaele Sergio nasce a Cava dei Tirreni il 27 Agosto 1966 sotto il segno del Toro. Terzino sinistro dal piede prevalentemente destro con carattere di spinta verso il fondo e rientro sul piede preferito per cercare anche il tiro velenoso, qualità non viste dalle nostre parti.La carriera di Raffaele Sergio inizia nelle giovanili della Cavese per passare in prima squadra nel 1984-85 con  4 presenze; nell'estate del 1985 passa al Benevento e ci resta due anni collezionando 62 presenze e 2 gol. La carriera prende una via crescente e dopo la maglia giallorossa ecco il trasferimento al Mantova per altre due stagioni (dal 1987 al 1989) con 65 e ben 7 gol; dopo gli albori del Mantova, Raffaele Sergio strega l'allora allenatore della Lazio Giuseppe Materazzi che ne preleva le prestazioni piazzandolo in un gruppo formato da Ruben Sosa, Paolo Di Canio, Amarildo e Gabriele Pin, autentici trascinatori di quella squadra che battè il Napoli maradoniano per 3 a 0!

 

Tre stagioni in maglia biancoceleste marcando 90 presenze e 1 gol marciando sempre in metà classifica ma per Sergio arriva anche la chiamata nazionale da Arrigo Sacchi che, al suo esordio da commissario tecnico, non andò oltre l' 1 a 1 con la Norvegia il 13 Novembre 1991 al Ferraris di Genova (gol di Jakobsen e Rizzitelli) ; nel 1992 passa al Torino dove la sua carriera prende un piccolo balzo in avanti in quanto a soddisfazioni: Emiliano Mondonico gli cede fin da subito la maglia da titolare in una stagione che vede i granata conquistare la Coppa Italia superando la Roma (vittoria a Torino per 3 a 0 e sconfitta a Roma per 5 a 2), in quella stagione terminata al 9° posto in serie A Raffaele Sergio trova anche lo spazio tra i vari Scifo, Aguilera e Silenzi per siglare un gol a Parma nel 2 a 2 finale. La stagione seguente il Torino perde uomini come Marchegiani, Scifo e Aguilera (che rescinde a stagione inoltrata), ma può contare su un Raffaele Sergio al top della sua carriera! Ottavo posto e qualificazione Uefa sfiorata essendo stata soffiata dal Napoli di Lippi per appena 2 punti, ma anche in questa stagione Sergio trova la soddisfazione del gol e nella gara più sentita: derby Juventus-Torino del 3 Ottobre 1993, risultato finale: 3 a 2 per i bianconeri ma prima del gol vittoria firmato da Kohler c'è il 2 a 2 di Raffaele Sergio! La sua esperienza granata si chiude nell'estate del 1994 con 51 presenze e 2 gol. Mentre la nazionale italiana sbarcava in America per giocarsi il mondiale di Usa 94, Raffaele Sergio sbarcava ad Ancona; domanda: era nel pieno della sua maturità calcistica e declassa in Serie B? Si, con Raffaele Sergio tutto è possibile o per meglio dire…tutto è impossibile!Ad Ancona ci resta una sola stagione collezionando 35 presenze e 2 gol per poi ritrovare la massima serie con la maglia dell'Udinese. Due stagioni sotto la guida di Alberto Zaccheroni, 42 presenze e 1 gol ma con la soddisfazione di raggiungere una qualificazione in Coppa Uefa!

 

Bene, in molti a 32 anni preferirebbero "addormentare" una carriera che divenne insperatamente importante, ma per Raffaele Sergio: no! Tutto è impossibile, così torna in Campania, ma non per chiudere la carriera nella Cavese, club che lo lanciò o nel Benevento, ma per vestire la maglia del Napoli.Era l'estate del 1997, Napoli si preparava all'imponderabile: via Beto al Flamengo, Caccia all'Atalanta, Colonnese all'Inter, André Cruz al Milan, Pecchia alla Juventus e Milanese al Parma; ecco Calderon dall'Independiente (rispedito al mittente senza troppi ringraziamenti nel Gennaio seguente), Asanovic dal Derby County e Mirko Conte dal Piacenza oltre a Raffaele Sergio dall'Udinese soprannominato "Volante uno" e presumiamo più per quella sua verve da piedi piatto che per la sua propensione a volare! La stagione inizia sotto la guida di Bortolo Mutti, ma dopo i pessimi primi sei risultati arriva Carlo Mazzone e con lui Giuseppe Giannini dallo Sturm Graz; il tecnico romano resta in corsa per quattro gare poi passa il testimone a Giovanni Galeone che richiede Massimiliano Allegri dal Padova, dopo Galeone tocca a Vincenzo Montefusco che però arriva alla ventesima giornata e quindi a mercato chiuso, altrimenti avrebbe chiesto un terzino sinistro!Clamorosa retrocessione come ultimi in graduatoria e record di peggior punti accumulati. E' un Napoli che fa storia a se, la più brutta pagina della sua storia! Per chi se ne fosse accorto, e crediamo in pochi, Raffaele Sergio resta in maglia azzurra per due stagioni con 14 presenze totali tra serie A e B. In seguito si sposta qualche chilometro più la per accasarsi al Benevento: una stagione e 18 presenze poi la carriera gli suggerisce di appendere gli scarpini al chiodo! Diventerà allenatore per guidare Benevento, Campobasso, Nocerina e Aversa Normanna raggiungendo anche una storica promozione dalla serie D alla serie C2.

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