RAFFAELE AURIEMMA A SAN NICOLA LA STRADA PER PRESENTARE “SEPPELLITICI QUI”
San Nicola la Strada – E’ un Raffaele Auriemma scoppiettante come sempre quello che si mostra ai cittadini di San Nicola la Strada, ospite della rassegna “Autori di carta” per la presentazione del suo nuovo libro “Seppelliteci qui”, edito da Graff. Accolto nel Salone Borbonico del Real Convitto “Madonna delle Grazie” da un folto numero di concittadini che hanno preso parte all’evento, il noto giornalista, autore e telecronista ha raccontato col solito entusiasmo che lo caratterizza le vicende che hanno ispirato la realizzazione di un libro tanto insolito quanto coinvolgente. Sono intervenuti anche il sindaco Angelo Pascariello, il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Narducci, l’editore Luciano Chirico e il giornalista Franco Tontoli. L’incontro è stato moderato dal responsabile dell’Ufficio Comunicazione, dott. Corbelli.
Il retroscena “mondiale” – La conferenza si apre con una sorpresa. Auriemma confessa, dopo un ironico “ma come fate a sapere queste cose..” rivolto ai rappresentanti del Comune, di aver inviato un sms a Fabio Quagliarella nel corso del mondiale sudafricano. “Non temere che se entri, il mister poi non ti toglie più..”, questo l’incoraggiamento di Auriemma all’attaccante azzurro. Poi però si critica scherzosamente da solo: “Avevo omesso un particolare importante nell’sms..cioè la possibilità che l’Italia potesse uscire prematuramente!”. Risate in sala.
“Seppelliteci qui!” – Il nuovo lavoro di Raffaele Auriemma è qualcosa di assolutamente innovativo: racconta del Napoli, la Napoli di quelle passioni smisurate che nient’altro se non il rotolare di un pallone sa scatenare. Ma lo racconta in un modo in cui non era mai stato fatto prima: non narra di un campionato, ne tantomeno di una storia lontana nel tempo e ormai sbiadita dai ricordi. Non rispolvera gli scudetti o la Coppa Uefa, ne guarda con una sorta di sottile malinconia al Napoli che fu, a Diego o all’ingegner Ferlaino. Auriemma racconta un’attesa, una tribolazione, un’iniziale sconforto, una sorpresa e poi la gioia immensa: tutto in soli 90 minuti. I 90 minuti che i tifosi azzurri hanno ancora ben freschi nella memoria e che non dimenticheranno più, alla stregua dei 2 tricolore. 31 ottobre 2009, Juventus – Napoli 2-3: è semplicemente questo ciò che ci racconta l’autore. La storia di una partita, anzi, la storia della partita per eccellenza. Perché si sa, per il tifoso del Napoli basta battere la Juve, poi va bene qualsiasi cosa.. L’ambiente è quello freddo e tetro che solo la città di Torino è in grado di offrire, pieno zeppo di quei sorrisini di cortesia di chi già s’immagina che la tua squadra non avrà nemmeno il tempo di scendere sul manto erboso dell’Olimpico, che subito sarà messa all’angolo e presa a cazzotti dal primo all’ultimo minuto. Auriemma racconta in 112 pagine, che si leggono davvero tutte d’un fiato e che fanno rivivere attimo dopo attimo le suggestioni di quella tiepida serata di metà autunno, l’intera giornata trascorsa nella fredda Torino, che altro non sa fare se non guardare dall’alto il napoletano, con la spocchiosità tipica di chi si sente più forte senza se e senza ma. Dall’arrivo all’aeroporto, al taxi verso lo stadio, all’ingresso nell’Olimpico, all’accoglienza della Juve, fino al fischio d’inizio e al triplice di chiusura, le parole si susseguono in un dilagare di riflessioni ed emozioni che, dopo lo sconforto dei due gol subiti, si trasformano in felicità allo stato puro con le tre reti realizzate dagli azzurri. Il tutto è raccontato con il tono e la dialettica tipici di Raffaele Auriemma, tanto da sembrar quasi di sentire la sua voce. Ma “Seppelliteci qui” va anche oltre il calcio, grazie a quel senso di rivalsa che ininterrottamente è atteso da chi vive in Piemonte nei panni di emigrante meridionale, ogni giorno guardato dagli autoctoni con uno sguardo che rasenta il disprezzo. Ad una precisa domanda circa il collocamento temporale del suo libro, scritto proprio in un momento storico in cui è sufficiente accendere la tv o leggere un quotidiano per sentire di polemiche e continui riferimenti a secessioni di sorta sventolati dal settentrione, come se il Sud fosse una palla al piede per il resto del Paese, Auriemma risponde che in effetti il tempismo del suo libro non è casuale, sposandosi perfettamente con quanto solo da poco sta emergendo inequivocabilmente e che è stato a lungo e volontariamente omesso dai testi di storia: il senso di rivalsa di un Sud che all'epoca era ineluttabilmente più avanzato dal punto di vista economico, tecnologico e culturale del Nord, e che si è sentito derubato e distrutto dagli “invasori” Savoia. Quello che probabilmente ignorano gli amici “secessionisti” è che di questa fantomatica divisione non sarebbero certo loro quelli a beneficiarne di più, contrariamente a quanto credono… Fatto sta che Il calcio a volte sa restituire ciò che la vita quotidiana toglie..Juventus 2, Napoli 3!
Ansia ingiustificata – In sala qualche tifoso un po’ più “caldo” vuole a tutti i costi dire la sua sul Napoli, e la discussione si sposta inevitabilmente sul mercato e sul presunto immobilismo di De Laurentiis. “A volte sento e leggo che il presidente non vuole spendere..che è “tirchio” – commenta sarcastico Auriemma – Nulla di più assurdo. Il budget per il mercato è stato già ben individuato e i soldi ci sono: si tratta di 20 – 30 milioni di euro”. Il giornalista de “Il Roma” è convinto che i tifosi si stiano agitando inutilmente: “C’è troppa ansia che ruota attorno a questo Napoli in riferimento ad un presunto immobilismo. Ma le altre squadre cosa stanno facendo? Comprano Adriano in sovrappeso di 40 chili o buttano il fumo negli occhi con Pepe e Martinez? Le altre dovrebbero avere più ansia di migliorarsi, infondo sono arrivate in tante dietro al Napoli..”. Un ultima battuta Auriemma la riserva a chi giudica con estremo disappunto gli accostamenti al Napoli di calciatori un po’ “datati” quali Cristiano Lucarelli o David Trezeguet: “Ma voi credete davvero che se un Lucarelli venisse a Napoli e accettasse di sedere un po’ in panchina, subentrando magari a partita in corso, sarebbe una scelta tanto cattiva? Io credo di no..si tratta di calciatori comunque in grado di risolvere delle partite..”
