Senza basi scordatevi le altezze!
Un amore mai sbocciato. I napoletani ricordano bene il primo giorno dell’era Benitez a Napoli. Nell’aria c’era un particolare entusiasmo perché la città era consapevole che era appena sbarcato a Capodichino un allenatore talmente vincente che , col suo solo nome , eclissava di gran lunga tutti i suoi predecessori sulla panchina azzurra. Cavani , il grande Cavani , aveva da poco fatto le valigie , direzione Parigi. Ma Napoli lo aveva già dimenticato , conscio che il progetto partenopeo , insieme a Rafa , non poteva che continuare , se non addirittura decollare. Il feeling tra Benitez e Napoli è stato da subito carnale , intenso , complice. Nella città partenopea , il tecnico madridista ritrovava quell’entusiasmo e quel calore che avevano contraddistinto i suoi successi a Valencia prima ed a Liverpool poi. Tutta un’altra storia rispetto alle grigie , sebbene trionfanti , esperienze a Milano e Londra. Rafa si fece subito apprezzare per lo straordinario appeal che aveva con i suoi uomini. In breve tempo , raggiungono Napoli Pepe Reina , Raul Albiol ma soprattutto Gonzalo Higuain. Nomi fino a quel momento impensabili per un club che appena qualche anno prima lottava fermamente contro il Chieti per poter riconquistare il paradiso del calcio. Anche l’intesa con De Laurentiis sembrava indissolubile , con il patron romano che non perdeva occasione per sottolineare ogni volta la grandezza del suo tecnico. Come ogni grande personaggio , non mancavano i bastian contrari , quelli ancora troppo personalmente legati al vecchio tecnico da poter riconoscere i giusti meriti a chi aveva in mente davvero di proiettare il Napoli in una dimensione internazionale. Bastarono pochi ritocchi a quel Napoli per far sì che Benitez stracciasse diversi record della storia del Napoli. Nonostante una rosa composta quasi esclusivamente da uomini di Mazzarri , Rafa Benitez riuscì a riconquistare una nuova Coppa Italia , a conquistare sia il record di punti che di reti realizzate in campionato. Il tutto dopo essere ingiustamente uscito dal girone di Champions con 12 punti in un girone di ferro. Impensabile lottare con la Juventus per lo scudetto : troppo inferiore il fatturato azzurro per poter scippare il massimo gradino del podio ad una squadra che dominava la serie A in lungo ed in largo. La prima stagione azzurra di Benitez lasciava presagire il decollo definitivo l’anno successivo. In effetti mancava poco a quel Napoli per potersi ridurre il gap con Juventus e Roma.
Galeotta fu Bilbao Poi fu Bilbao. Il terzo posto , appena conquistato , non poteva bastare al Presidente per soddisfare da subito le pretese sul mercato di Rafa. Le famose cilegine , troppo frettolosamente promesse ai tifosi azzurri ed allo stesso Benitez , rimasero appese all’albero. L’insoddisfazione di Rafa nel non vedere ripagate le promesse del proprio patròn erano visibili già successivamente all’amichevole col Barcellona ad Agosto nel trofeo Gamper. “ Questi siamo e con questi giochiamo” fu questo il motto di Benitez , che da allora già percepì che il suo rapporto con il Napoli non sarebbe durato a lungo. Troppo distante la mentalità dello spagnolo con quella del parsimonioso presidente azzurro. Quell’estate non arrivò nessuno dei “nomi di spessore” richiesti da Benitez , complice soprattutto la fatal Bilbao che di fatto ha sancito silenziosamente la rottura con De Laurentiis. Ciò nonostante , Rafa è andato avanti , tra le critiche sul modulo da parte di chi aveva fino a quel momento masticato solo calcio dilettantesco , sbranato dalle feroci invettive di chi mai riuscirà a capire un calcio differente da quello basato su catenaccio e contropiede. Rafa è rimasto da solo , stretto all’angolo con un De Laurentiis che preferiva dedicare ai twitter i propri pensieri , sempre più rari e dedicati quasi esclusivamente a discutibili arbitraggi. Ciò nonostante , con una rosa di fatto addirittura indebolita rispetto all’anno prima , Don Rafè è riuscito a regalare una semifinale europea che il Napoli non assaporava da 25 anni , continuando ad oggi ancora a lottare con le unghie e con i denti per un posto in Champions League. Il tutto mentre la stampa napoletana già stila la lista di acquisti che serviranno a Sinisa Mihajlovic , suo probabile successore senza fama né curriculum , ma dotato di “ cazzimma”. Segnali di un ridimensionamento preoccupante. Come se si vincesse solo con quella nel calcio di oggi. E’di pochi minuti fa la notizia che il Real Madrid è interessato a Rafa Benitez e la Napoli perbene , quella che da subito ha ammirato la sua professionalità e la sua mentalità vincente , gli augura davvero che questa trattativa vada in porto. Il calcio italiano non merita personaggi che cercano soltanto di restituirgli prestigio ed onore. Il calcio italiano , e purtroppo anche quello napoletano , merita di avere un progetto che vivacchia in un calcio dove i presidenti di club sono allo stesso tempo accompagnatori ufficiali della Nazionale Italiana. Un calcio in cui esistono club , i cui capitani sono finiti dietro le sbarre per Calciopoli ed oggi si godono una quasi sicura qualificazione in Champions League. Quel calcio italiano , che se viene definito per quello che è , ti comporta la squalifica per un turno. Buona fortuna Rafa! Grazie per averci comunque provato.
NICOLA MOSCATO

