Quel gol “involontario” e gli inizi da difensore: Alex Král, il gemello ceco di David Luiz

Quella strana somiglianza con David Luiz (capigliatura riccia e folta, ma non solo) e tanta personalità a poco più di 20 anni (classe 1998): oggi vi parliamo di Alex Král, un nome ancora sconosciuto ai più ma che già comincia ad occupare i taccuini di diversi club europei, specialmente quelli di Premier che notoriamente hanno più soldi di tutti ma anche il coraggio di puntare sui giovani di qualità. Un passato da difensore, quindi un’evoluzione tecnico-tattica proprio alla David Luiz. Král ha (già) giocato praticamente ovunque, anche in zone di campo decisamente lontane tra loro: dalla trequarti alla difesa (appunto), come centrale e all’occorrenza esterno basso – su entrambe le corsie; passando per il centrocampo – in mediana per l’esattezza -, ed è forse qui che gli è stata assegnata la collocazione ideale. Fisicamente prestante (188 centimetri), ma occorre registrare pure un’ottima tecnica di base, che gli consente di recuperare palloni per poi gestirli con disinvoltura, anche se pressato.

https://www.youtube.com/watch?v=pcSgtnfssFk&t=105s

 

Ha cominciato nelle giovanili dello Slavia Praga, dopodiché viene lasciato in prestito ad una squadra minore, il Teplice, per cercare di cominciare a giocare con continuità: una soluzione “classica”, in questi casi, necessaria per permettergli di disputare da protagonista, con la Repubblica Ceca Under-19, gli Europei di categoria del 2017, e di vincere contestualmente il premio come miglior difensore centrale. Il Teplice rinnova il prestito per un altro anno, segno che lo Slavia continui a volerlo monitorare, sebbene indirettamente, senza perdere la proprietà di un cartellino potenzialmente così prezioso: nella stagione della cosiddetta consacrazione, Král non delude le aspettative e porta a casa 25 presenze condite da 2 gol e 2 assist, nonostante il modesto Teplice avesse raccolto un misero ottavo posto. Resta lì per altri sei mesi, prima di trasferirsi nuovamente allo Slavia Praga, nel corso del mercato invernale: la formazione ceca decide finalmente di puntarci forte, riportando alla base il figliol prodigo, che ne approfitta per proseguire il percorso di crescita soprattutto rispetto a palcoscenici più prestigiosi e probanti, come quello dell’Europa League, manifestazione in cui lo Slavia si rivela una delle sorpese degli ultimi turni. Buono il cammino di Král e compagni, interrotto ai quarti solamente per mano del Chelsea di Sarri, che poi vincerà la competizione; nel turno precedente, agli ottavi, un episodio alquanto balordo aveva riguardato lo stesso Král, autore di una rete bizzarra nella sfida d’andata con il Siviglia, passata alla storia per la sua “comicità”, per l’assoluta involontarietà con la quale il giocatore viene letteralmente colpito dal pallone mentre non si accorge praticamente di nulla (clicca sul link: https://www.facebook.com/watch/?v=201054874194586). Un anno speciale per Král, che oltre a vincere un paio di titoli con il club – campionato e una coppa -, riesce anche a coronare il sogno di giocare per la prima volta con la Nazionale maggiore, in amichevole contro il Brasile (subentrato al 69′): un traguardo storico per lui, nativo di Kosice (Slovacchia), dopo aver rappresentato la Repubblica Ceca sin da ragazzino, quando aveva appena 16 anni e già veniva stabilmente chiamato dall’Under-17.

 

Nel 2019 si trasferisce ancora più a est, in Russia: lo Spartak Mosca se lo aggiudica per 12 milioni di euro, una cifra quasi da record per lo Slavia Praga. Král si impone subito da titolare, sia in un centrocampo a due, dove è uno dei due mediani, che a tre, dove viene schierato da vertice basso: è un centrocampista moderno, duttile, dotato di grande atletismo; all’apparenza potrebbe sembrare il classico mediano di rottura meramente muscolare, bravo negli anticipi difensivi, ma le sue caratteristiche tecniche lo rendono un giocatore abile non solo nelle fasi di gioco in cui il pallone ce l’hanno gli avversari ma anche se gli viene affidato il compito di comandare le operazioni, di far ripartire velocemente l’azione. L’impressione è che non si tratti di uno qualsiasi, di un calciatore “normale”, tipico, esclusivamente di contenimento; ma che al contrario abbia bisogno d’esaltarsi in un calcio energico, offensivo, in una sorta di “liberismo tattico”, fatto non solo di palleggio ma anche di rapidità e spunti individuali. Un metronomo, per certi versi un intermedio, intraprendente, che non si limita infatti al giro palla semplice, dal tocco corto, ravvicinato; talvolta va alla ricerca del lancio lungo e della giocata rischiosa, verticale, quella che lo rende spesso pericoloso – e non scontato – quando si invola palla al piede portandola da una metà campo all’altra. Ha 22 anni e continua a maturare una discreta esperienza internazionale: con lo Spartak è momentaneamente in testa alla classifica, dopo sei giornate, mentre in Nazionale ha disputato da titolare una delle ultime due uscite ufficiali della Repubblica Ceca in Nations League, peraltro contro la “sua” Slovacchia. Su di lui si sono recentemente poggiati gli occhi dell’Everton, che con Ancelotti in panchina ha deciso di tornare competitiva in Premier grazie a colpi sensazionali, di esperienza – Allan e James Rodriguez – e possibili nuovi talenti: Alex Král potrebbe essere uno di questi, un centrocampista universale, di prospettiva ma già abbastanza affermato per poter pensare di accettare di mettersi in gioco in campionati più interessanti di quello russo, come ha fatto questa estate Alekseij Miranchuk passando dalla Lokomotiv all’Atalanta. E chissà che non c’abbia pensato anche il Napoli, che sta cercando proprio un giocatore del genere per regalare a Gattuso il tassello ideale per credere con ancor più forza in un eventuale cambio di modulo.

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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