QUANTO E’ DIVERSA FIRENZE, STASERA
Pensi a Firenze e alla Fiorentina, prossima avversaria del Napoli, e la mente –seppur per un attimo- torna indietro di 6 anni. A quel 17 giugno 2001, quando il Napoli di Mondonico, pur vincendo 2-1 al Franchi, retrocedeva mestamente in B dopo un’annata cominciata con Zeman, tra i litigi di Corbelli e Ferlaino, i dispetti, i voltafaccia, le strambe scelte più per affondare il colpo contro il socio-nemico che per avvantaggiare il club, come l’acquisto di Edmundo sponsorizzato da Ferlaino. Era un altro Napoli, travolto poi dalla pochezza e dalla ingenuità di Naldi, dal fallimento ritardato di dieci anni, dai guai prodotti da Ferlaino abile ad uscire di scena (ma oggi indagato insieme a Corbelli e Naldi per il fallimento).Di quel Napoli triste e dal futuro già segnato oggi non c’è più nulla, fortunatamente. Le macerie sono state raccolte e accantonate da De Laurentiis e Marino che con volontà, coraggio e competenza hanno resuscitato il club. Di quel Napoli, costruito male e ritoccato peggio, non ci sono più tracce. Si ricordano solo la faccia cupa di Mondonico e le tante panchine di Jankulovski e Amauri…
Era un Napoli triste, destinato a una brutta fine, e triste fu quel caldo pomeriggio fiorentino che condannò una squadra retrocessa già qualche domenica prima, quando altre società seppero muoversi con destrezza dentro e fuori del campo (Parma-Verona 0-2 lo ricardate?). Storia vecchia, comunque, oscurata dal Napoli di oggi che potrà godersi la Firenze by night. Non andrà in gita, anzi, né a fare la gara del dentro o fuori rispetto a sei anni fa. Arriva in Toscana – contro una squadra di grande levatura e ancora imbattuta – col petto in fuori, fiero del suo sesto posto che è frutto di un abbrivio di stagione incandescente.
Il bello del nuovo Napoli –comandato da Reja con sagacia ed intelligenza – è che gioca a pallone senza timori reverenziali e rischiando di fare risultato ovunque. Pari sfiorato a Milano, conquistato a Roma, vittoria con la Juve. Il tutto con un denominatore comune: coraggio, volontà, freschezza mentale, qualità che promettono un futuro roseo. Napoli, dunque, torna a Firenze col frac dei grandi appuntamenti, senza soggezione né supponenza ma conscio di potersi districare senza affanni né patemi. Poi, vinca il migliore, ma il Napoli se la giocherà, perché è squadra compatta e quadrata, che non si farà suggestionare dall’ultima triste vittoria al Franchi, che ora potrebbe diventare reale trampolino di lancio. Siamo pronti a divertirci. Comunque vada, Firenze mercoledì avrà un altro sapore.
