OTTIMISTI A “ CUCCI”A!!!
Una parte di noi non vede l’ora che questo campionato volga al termine. E non per gli altalenanti risultati del Napoli di quest’anno in campionato , quanto più per i puntuali ed immancabili commenti di quella parte della stampa che , mal digerendo l’arrivo del fin troppo rivoluzionario Rafa Benitez lo scorso Giugno , non perdono occasione di salire in cattedra e di sottolineare , punto per punto , quanto il vincente tecnico spagnolo sia decisamente inadatto per la nostra serie A.
A quei colleghi locali , legati visceralmente alla precedente gestione tecnica , ci eravamo abituati. Resta in tutti noi l’amaro in bocca quando vere e proprie “stoccate giornalistiche” arrivano da chi , per esperienza ed indiscutibile bravura , dovrebbe essere il primo a capire quanto sia arduo per un allenatore , che per la prima volta si cala davvero nel panorama italiano , poter competere ad alti livelli in ben tre competizioni differenti. Arriva puntuale , all’indomani del pareggio friulano del Napoli , la dura critica di Italo Cucci nei confronti di Rafa Benitez. Non viene perdonato quasi niente allo spagnolo : dal non aver inculcato alla squadra una mentalità vincente , ai paragoni con la Roma di Sabatini e Rudy Garcia , per non parlare delle sviolinate nei confronti della dirigenza juventina. In più di un’occasione , abbiamo ripetuto che Rafa Benitez non avrebbe bisogno di alcun avvocato difensore : a difenderlo basta il curriculum , che – senza trucco né inganno- parla di trofei vinti in qualsiasi nazione abbia lavorato. Però , quando le critiche arrivano da illustri penne del giornalismo sportivo , ci sentiamo in dovere – con grande umiltà – di dover dire la nostra. Dopotutto il confronto è il sale del calcio ed il Dott. Cucci , qualora dovesse mai leggere , siamo certi apprezzerà.
Ed allora , egregio Direttore , ci sentiamo in dovere di ricordarle innanzitutto che le amnesie e la discontinuità di questo Napoli erano presenti anche negli anni passati : il Napoli di Mazzarri perse il confronto scudetto negli anni passati per partite “ sciagurate” come quelle in casa del Chievo Verona , al San Paolo col Parma , fino ad arrivare alla “ fatal Bologna “ , dove al buon Pioli venne attribuito il soprannome di “bestia nera” di Mazzarri , solamente per giustificare gli evidenti limiti dell’attuale tecnico interista. Il motivo di queste affinità tra il Napoli di prima e quello di adesso è facile da intuire : entrambe le squadre possedevano in rosa calciatori che , vuoi per limiti tecnico-tattici , vuoi per incapacità a tener alta la concentrazione agonistica nel corso di un intero campionato , hanno impedito ( e stanno impedendo) alla società di ambire al salto di qualità. Specialmente se , contrariamente alla Magica Roma , la Napoli calcistica è impegnata su ben tre fronti. Benitez non ci gira intorno , sapeva già bene esistono elementi che più di quello che stanno fornendo non possono davvero dare. Fare nomi è davvero inutile , dal momento che i migliori del Napoli 2013-2014 portano i nomi di Pepe Reina , Raul Albiol , Gonzalo Higuain , Josè Maria Callejon e Dries Meertens. Tutta gente espressamente voluta da Rafa. A conferma , caro Direttore , che la mentalità sul mercato non si compra , per la sola ragione che il calciatore vincente la possiede nel proprio D.N.A. Il confronto con le rose di Roma e Juventus appare davvero impietoso : paragonare i Pogba , i Vidal , i De Rossi , i Pirlo , i Maicon ad onesti mestieranti del pallone come Inler , Maggio , Dzemaili , Behrami , risulterebbe quasi superfluo. Parlano i risultati per loro : sebbene nessuno se la senta di criticare la professionalità di simili giocatori , appare evidente che la realtà di un Napoli composto da calciatori di simile spessore è sempre la stessa : un vivacchiare tra il secondo ed il terzo posto , fino a mollare la presa a metà campionato. Era così con Mazzarri , è così con Benitez. Era così quando Cavani , Lavezzi ed un Hamsik in campionato di grazia mascheravano le loro lacune , è così oggi che a celare i loro “orrori” ci pensano campioni come Callejon od Higuain. Ma poi , stimato Direttore , vorrebbe gentilmente ricordarci quale mentalità vincente aveva apportato Mazzarri a Napoli? Negli occhi di tutti i tifosi vivono ancora le emozioni in Champions del Napoli di due anni fa , una squadra spinta dall’importanza del palcoscenico che vedeva nuovamente scendere al San Paolo corazzate come Chelsea e Bayern Monaco. Ma negli occhi dei tifosi azzurri simili emozioni ci sono state anche quest’anno . Ovviamente non Le ricordiamo il modo in cui si è usciti da quella competizione . Ma , nelle menti dei tifosi azzurri di buona memoria , vivono ancora del Napoli umiliato in casa ed in trasferta dal modestissimo Viktoria Plzen , esistono ancora le immagini di dozzine di calciatori letteralmente bruciati dalla precedente gestione tecnica : da Vargas , a Radosevic , fino ad arrivare a Federico Fernandez : tutti calciatori che , in assenza di Mazzarri , stanno finalmente esprimendo le loro capacità. Ma ci dica , Direttore , cosa intende davvero lei per giocatori “ di scarto?” Prima di arrivare alla Juventus , Carlitos Tevez era considerato a ragione uno dei migliori n.10 del panorama mondiale e lo ha confermato quest’anno. Fernando Llorente è titolare inamovibile della Spagna , campione d’Europa e del Mondo , reduce da fantastici campionati con l’Athletic Bilbao , di Paul Pogba parlavano tutti come il nuovo Patrick Viera. Altrochè giovanotto scartato dal Manchester!! Quindi , stimato Direttore , una volta tanto ci permettiamo di darle noi un consiglio : faccia leva sulla sua saggezza e la sua esperienza. I programmi vincenti si costruiscono negli anni , a volte cambiando radicalmente rispetto al passato. Specialmente nel calcio. Quello che Lei dovrebbe conoscere meglio di tanti altri
