ODI ET AMO, L’IMPERATORE AURELIANO!

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Il presidente Aurelio De Laurentiis. Un personaggio che si ama, o si odia. Senza vie di mezzo. Un personaggio da celebrare per (tante) cose, e al quale si potrebbero rimproverare (poche) altre.  Tra queste sicuramente numerose “sfuriate” sull’esempio di quella recente post Lecce, certamente non passate alla storia come il massimo dell’eleganza, ma ricche di contenuto. O chi non dimentica le discutibili valutazioni tecniche riguardanti qualche calciatore; vuoi per strategia, vuoi per quell’irrefrenabile voglia di vestirsi da protagonista anche in un mondo, quello del calcio, non propriamente suo. Tutte bazzecole, se si considera ciò per cui il presidente azzurro è da elogiare. In primis la coerenza. Questa si che non gli è mai mancata alla guida del Napoli. Una parola sconosciuta ai più nell’Olimpo  del Dio pallone, non certo a De Laurentiis. Progettualità, tetto ingaggi, marketing, step by step, ricerca di giovani talenti, voglia di non strafare. E, soprattutto, i contratti. Tutte questioni che possono essere più o meno condivise, ma che il patron partenopeo ha stabilito dal primo giorno in quel di Paestum e che sta portando avanti appunto con coerenza. E fino a prova contraria sorretto dai risultati.  I contratti si rispettano, per gli antichi romani anche quelli verbali. Mazzarri sapeva bene al momento della firma che andava a sposare un progetto. Se ora non vuole più farne parte, o non lo condivide, deve venire a dirmelo”. Caro Aurelio, dovevi nascere duemila anni fa… Quelli si che erano signori!

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