NAPOLI COME SECONDA PELLE, PAROLA DI ANGELO DI GENNARO
Il senso di appartenenza alla città natale e a tutte le sue mille sfaccettature è la più esemplare delle qualità. Come nel caso di Angelo Di Gennaro, cabarettista e attore comico. La sua vita personale e la carriera artistica corrono parallelamente lungo lo stesso itinerario che conduce, incondizionatamente e senza mezzi termini, all’amore per la terra natia e all’affetto per i concittadini. Valori umani consolidati che si ripetono con la stessa intensità nella sua passione per il calcio. Sport che, qui a Napoli, è vissuto con grande partecipazione. Grazie alla presenza di una squadra che, ben presto, vuole ritornare a vincere insieme a tutti i tifosi. Tra questi nostalgici del passato, entusiasti del presente e fiduciosi del futuro azzurro, occupa un posto rilevante il nostro “tifoso speciale” Di Gennaro.
Lo incontriamo sul lungomare di Mergellina, luogo rappresentativo della bellezza tutta partenopea. Lì dove l’orizzonte, a contatto con il golfo e con il Vesuvio sullo sfondo, ispira l’immaginazione e detta lo sguardo verso l’infinito. Sempre più tinto d’azzurro.
Soffermandoci sul suo lavoro, ha mai pensato di proporre al pubblico qualche sketch comico sul Napoli?
"Più che sketch comici, si tratta di sottile ironia volta a far riflettere la gente. Sono spunti atti a sdrammatizzare la troppa serietà che viene fuori dal calcio moderno. Io penso che il vero calcio sia quello che accompagna il bambino nella sua crescita, che permette di socializzare con altri coetanei, che ti fa ricordare i primi passi con la palla tra i piedi. Il calcio è ciò che ci fa ritornare bambini. Se si dimentica questo, allora ci è rimasta solo l’immagine del calcio come business. "
Come nasce la sua passione per il calcio e più precisamente per il Napoli?
"Nella riflessione di prima è racchiuso il mio vero senso di appartenenza al calcio. Sin da bambino ho gustato le emozioni più immediate provate semplicemente con un calcio a un pallone. Poi, crescendo, si apprendono i valori sportivi che sono legati a questo straordinario sport. Ho seguito subito le vicissitudini del Napoli da Vinicio a Maradona fino a quello attuale. Per me il calcio è uno strumento efficace che, se utilizzato bene, unisce gli affezionati e, nel mio caso specifico, simboleggia una valvola di sfogo e d’intrattenimento da tutti gli impegni della settimana."
A tal proposito, riesce a conciliare i suoi impegni personali e professionali con quella che è poi la figura da tifoso di Angelo Di Gennaro?
"Certo, ci riesco benissimo. Il weekend è il periodo che amo di più perché sono sicuro di potermi dedicare interamente alla visione delle partite. Un ottimo risultato conquistato dal Napoli influisce positivamente sullo stato d’animo, ti mette di buon umore. E’ uno stimolo importante in vista della settimana successiva."
Passando ora sull’aspetto tecnico, quale giocatore del Napoli preferisce e perché?
"Avendo la fortuna di aver vissuto pienamente il periodo d’oro di Maradona e compagni, a volte mi soffermo ad analizzare le potenziali analogie con quello attuale. E’ come se a teatro sia riproposta un’opera di De Filippo e possono essere mosse delle critiche. Il mio giocatore preferito è Hamsik che, però, sto ancora aspettando. So che può ancora dare di più a questa maglia e raggiungere la massima consacrazione."
Lo slovacco sta attraversando un periodo altalenante. Che cosa manca, secondo lei, a questo giocatore per acquisire più continuità?
"Deve maturare bene la convinzione e il gusto di giocare a pallone sfruttando le proprie potenzialità tecniche. Lo vedo troppo relegato dietro il professionismo, racchiuso in una vetrina d’affari che non gli permette di esprimersi al meglio. E’ un centrocampista dalle indubbie qualità che possono tranquillamente fare la differenza in campo e soppesare nell’economia di una partita."
Un ricordo di un goal che ha ancora ben impresso nella mente?
"Non posso mai dimenticare quel goal magistrale su calcio di punizione battuto da Maradona contro la Juventus. Fu il suo primo centro con la maglia del Napoli che spiazzò completamente il mio amico Tacconi."
Non le sembra che il Napoli stia dando maggiore priorità alla Champions?
"Può anche essere, ma io non sono convinto di questa priorità. La discontinuità di risultati dipende da un fatto fisiologico, quasi imprevedibile, per cui si possono perdere energie utili da dedicare a più impegni ravvicinati. In ogni partita ci devono essere il medesimo impegno e la convinzione di voler vincere ad ogni costo. Ne è l’esempio più lampante la prestazione vincente e convincente contro il City. Il calcio è bello perché indecifrabile, non si può mai sapere in partenza di uscire sconfitti contro il Parma e il Chievo e poi di dominare contro gli inglesi. Bisogna assemblare tutti questi aspetti negativi con quelli positivi per ottenere un’idea più chiara in prospettiva."
Lei è stato allo stadio per la partita di Champions contro il Manchester City. Ha potuto riassaporare l’atmosfera dei tempi d’oro?
"Sì, oltre ad una partita straordinaria, ho potuto assistere a una tifoseria d’eccezione al culmine delle caratteristiche che ci appartengono come popolo: dignità, civiltà e genialità. La gioia, le soddisfazioni provenienti da queste vittorie sono il biglietto da visita più rilevante nei confronti del mondo intero e, innanzitutto, un modo per riscattarci dal passato trascorso nell’anonimato più profondo."
Ultima gara decisiva contro il Villarreal che, però, non è fuori dai giochi. Come bisogna affrontarla?
"Con il piglio giusto di voler raggiungere l’esito positivo senza fare troppi calcoli. Bisogna disputare una partita con il massimo impegno perché gli spagnoli, anche se non hanno niente da perdere, non regaleranno i tre punti al Napoli. Lo stesso vale per il Manchester City impegnato contro il Bayern già agli ottavi come prima squadra del girone."
"In campionato, dopo il pareggio all’ultimo respiro contro l’Atalanta, c’è la Juventus capolista e caricata dalle ultime vittorie. Chi la spunterà?
"Premettendo che la Juventus non ha l’impegno europeo, spero che al San Paolo sia confezionata una vittoria importante. Non solo in termini di classifica ma peserà tanto ai danni di una squadra rivale e mai vincitrice al San Paolo nella nuova gestione De Laurentiis. Credo che il punto di Bergamo acciuffato all’ultimo minuto di recupero possa far acquisire maggiore autostima al gruppo. Sarà senz’altro una partita difficile, dall’esito non scontato, che il Napoli deve affrontare come ha sempre fatto. Imponendo il proprio gioco e prendendo le giuste contromisure a una Juventus in forma."
Un suo augurio particolare alla squadra?
"Più che un augurio, è una speranza da tifoso. Che possano ben presto festeggiare un importante traguardo con tutta la città. Ai tifosi, invece, auguro gioie infinite da vivere intensamente con la squadra del cuore innalzando sempre valori civili e sportivi."
