MONA LISA SMILE
Ci volevano due schiaffi della Roma più brutta degli ultimi tempi per risvegliare il Napoli e riportarlo al gol, ultimamente un illustre sconosciuto per gli azzurri. Il segnale che arriva dal San Paolo è di quelli rassicuranti a metà, perché se da un lato è lampante che la squadra sia inevitabilmente sulle gambe, dall’altra quantomeno possiamo fare appello ad un orgoglio sconfinato, che porta i Mazzarri boys a non rassegnarsi mai e a cercare la vittoria anche quando sono sotto di due reti. È un brodino, quando il successo manca da così tanto tempo, ma almeno non lascia spazio ad troppe recriminazioni.
L’avversario era già di quelli ostici in condizioni normali, il catenaccio di Ranieri ha reso la Roma ancora più arcigna e difficile da superare. Uno speculare 3-5-2, a dire il vero più in stile Reja che in stile Mazzarri, ha tolto fiato e idee ad un Napoli che già di suo mostra tanto appannamento soprattutto nei suoi alfieri. L’indolenza con cui di recente Hamsik e Quagliarella affrontano le partite lascia intendere che questi ragazzi avrebbero bisogno di rifiatare un attimo, se solo avessero le spalle coperte da alternative solide. Invece sono sempre lì, a pascolare e a gingillarsi, e chissà quando torneranno i talenti da decine di milioni di euro che abbiamo imparato a conoscere. La Roma si è chiusa a riccio con ripartenze degne di una squadra in lotta per la salvezza, e ha trovato un insperato vantaggio nei guizzi dei suoi singoli e nei regali di Campagnaro, talmente in giornata no da convincere Mazzarri a mandare in campo al suo posto nientemeno che il desaparecido Zuniga. La svolta l’ha data Denis, che ancora una volta si dimostra più efficace quando deve sudarsi la pagnotta che quando ce l’ha assicurata, e di nuovo fa vedere di poter essere più decisivo a gara iniziata. Tanto peso lì davanti e una lunga serie di tentativi, prima di trovare lo spunto giusto sul bonbon di Rinaudo. Mazzarri deve arrabbiarsi per l’approccio alla gara e per l’atavica mancanza di idee, ma può sorridere perché alla squadra è riuscito a trasmettere il suo spirito battagliero ed indomito. Niente di nuovo insomma, sia nel bene che nel male.
In perfetta falsariga con il mezzo sorriso che lascia questa domenica è anche la situazione di classifica. Se le prime ormai hanno ristabilito le distanze con il resto del mondo, rendendosi irraggiungibili e facendo campionato a sé, ottime notizie arrivano dalle retrovie. Genoa, Samp e Cagliari si sono fermate al palo e stasera si attende un Juve-Palermo che potrebbe dare ai bianconeri la spinta decisiva verso il quarto posto, ma potrebbe anche rilanciare le ambizioni di un Palermo che sembra l’outsider più credibile nella corsa alla Champions’ League. Dopo il Napoli, ovviamente, perché se si svegliano i sonnecchianti talenti azzurri la squadra tornerà a girare e i pareggi si trasformeranno di nuovo in vittorie. E quel sorriso agrodolce da Gioconda tornerà ad essere un sorriso Mentadent, a trentadue denti!
