MAZZARRI: “ORGOGLIOSO DEL MIO GRUPPO. BRAVO INSIGNE, BRAVI TUTTI”. HAMSIK: “BELLISSIMO VINCERE COSI’!”. DELNERI: “SCONFITTI DAGLI EPISODI”
A quanto pare il Napoli sembra essersi abbonato al 4-2. Era successo in Europa League con il Dnipro, accade anche a Marassi con il Genoa, con una dinamica non dissimile: svantaggio, pareggio, nuovo svantaggio, nuovo pareggio e controsorpasso con doppiaggio, al termine di un finale di match arrembante. Le fasi iniziali del primo tempo non suscitano molti entusiasmi da una parte e all’altra, con i nostri avversari che appaiono più concentrati a chiuderci in mezzo al centrocampo e sugli esterni, e con gli azzurri poco incisivi in avanti, con Cavani sacrificato e con Pandev invsibile. Calma piatta, o quasi (vedi occasionissime per Maggio e Immobile) fino al 24’, quando proprio l’attaccante torrese approfitta dell’ennesima distrazione della difesa partenopea (disimpegno sbagliato di Campagnaro e intercetto molle di Cannavaro) e batte De Sanctis. La reazione della Mazzarri-band è fiacca: poco gioco, pochissima intensità e moltissimi errori dettati del nervosismo e dalla frenesia. Nemmeno l’ingresso in campo di Insigne al posto di Pandev, peraltro azzoppato, muta lo status quo. E, per contro, il Genoa sfiora il secondo goal due volte. Nel secondo tempo, gli azzurri provano timidamente a recuperare il passivo, seppure senza molta convinzione e, soprattutto, senza idee, malgrado Mazzarri riassetti il modulo inserendo l’ex di turno Mesto al posto di uno spento Campagnaro e sistemando il reparto difensivo a quattro uomini, con Maggio sulla linea arretrata. Guarda un po’: proprio Mesto, smarcato da un incredibile sombrero di Insigne, insacca dal fondo dell’area di rigore. Tuttavia, sessanta secondi di lancette ecco che Antonelli si beve il dormiente Maggio e mette in mezzo dove Bertolacci, ignorato da una difesa azzurra ancora una volta distratta, infila in rete di forza. Il Napoli tenta disperatamente di rimettersi in carreggiata, ma sbanda in difesa e in talune circostanze rischia il tracollo. Ciò nonostante gli azzurri, seppur frastornati, riescono a proporsi, sostenuti da Cavani e da Insigne, dall’onnipresente Hamsik e dalla novità Mesto, per nulla timido sul suo out di competenza. Occorre, però ancora la zampata del Matador: pescato da un illuminante assist di Marekiaro, slalomeggia Frey e insacca a porta vuota. La rabbia agonistica del Napoli si è messa in moto in ritardo, ma non irrimediabilmente e, similmente a quanto accaduto giovedì, giunge al culmine nel finale di gara: prima Mesto trova il pertugio giusto dal fondo per permettere ad Hamsik di colpire in tuffo, da centravanti puro; poi, negli ultimissimi secondi, dopo un tentativo disperato del Grifone, Cavani e Insigne si ritrovano in due contro Canini, l’uruguagio lancia la volata al frattese che brucia irrimediabilmente Frey. Il finale arrembante premia i nostri beniamini, anche se non cancella dubbi e perplessità sulla tenuta fisico-atletica e, ahinoi, anche psicologica, di alcuni elementi della rosa azzurra, in netta fase calante. Conferma, però, un dato evidente: con i suoi giocatori migliori, con i suoi campioni, il Napoli ha un’evidente marcia in più. In queste partite, forse, loro possono bastare; ma i loro compagni in debito d’ossigeno devono riprendersi presto.
Ancora sofferente per il finale-thrilling, Walter Mazzarri esprime nel dopogara le sue positive sensazioni per la preziosissima vittoria, riconoscendo come, malgrado la qualità del gioco non sia stata eccelsa, la grinta e la voglia di fare bene non siano mancate al ‘Ferraris’ agli azzurri: “L’abbraccio tra Cannavaro e Inler dopo il goal di Hamsik è la dimostrazione del fatto che ho un gruppo eccezionale, soprattutto dimostra che i ragazzi hanno recepito quel che avevo detto loro nell’intervallo. Li ho spronati a stare tranquilli, dicendogli che avevamo fatto troppi errori, che eravamo contratti, che potevamo ancora recuperare, che era possibile una raddrizzare partita complicata, resa ancor più difficile dal fatto che il Genoa era messo bene sul campo. Quell’abbraccio è la dimostrazione che ci vogliamo tutti bene: sono orgoglioso di allenare un gruppo così, sto bene con loro. Vittorie di rimonta? Abbiamo nove punti in più rispetto alla scorsa stagione; mettiamo sempre anima in campo, soltanto che a volte facciamo risultato, altre no, però non molliamo mai, riusciamo a giocarcela con l’impegno e il cuore di sempre. Insigne solo a partita in corso? Nei primi minuti faccio giocare chi sta meglio; spesso, come oggi, ho iniziato con Pandev, ma ad ogni modo Lorenzo è bravo a entrare in partita, sebbene lui giochi per la prima volta in A e non gli si può chiedere molto; lo faccio giocare perché è bravo, e, così come lui, mando in campo tutti. Pandev a inizio stagione si era prodotto in giocate sublimi, ora invece ha avuto un paio di problemi fisici che non l’hanno fatto allenare al meglio; sono comunque contento di quel che riesce a fare, allo stesso modo di quanto combina Insigne e anche di quel che oggi è riuscito a fare Mesto: stiamo andando davvero bene. Noi Cavani-dipendenti? Oggi Edi era poco lucido diversamente da giovedì, eppure è riuscito a fare goal, e inoltre sono stati bravi i suoi compagni a supportarlo: è un giocatore fondamentale per noi, il nostro terminale offensivo. Il gesto di toccarmi il petto dopo la terza rete? Mi viene naturale: si gioca col cuore, ma il mio è forte, sto benissimo. Il mio anno sabbatico? Godiamoci la vittoria, poi ci penseremo”.
Nell’immediato dopogara Marek Hamsik non può nascondere la sua gioia per il goal del 2-3 che ha permesso al Napoli di completare la rimonta prima del colpo del ko di Insigne: “Pazzesco ribaltare il risultato in questo modo, come con il Dnipro: è bellissimo vincere così. Stiamo andando bene, anche se ci sono arrivate critiche ingiuste per l’episodio che ci è costato la vittoria con il Torino; eravamo andati bene anche all’inizio della stagione. Scudetto? Non dobbiamo pensare alla Juventus, ma a noi stessi: giocando sempre così, possiamo andare lontano”.
Sconsolato, ma non privo di fiducia per il suo Genoa, Gigi Delneri, che fino a dieci minuti dalla fine aveva assaporato il gusto della sua prima vittoria alla guida del Grifone: “Abbiamo perso, ma la strada è quella giusta e miglioreremo specie quando avremo recuperato giocatori come Rossi e Borriello. Abbiamo giocato un’ottima gara, costruendo molte azioni, segnando due reti e colpendo anche una traversa; i tifosi, inoltre, ci hanno fornito un grande sostegno, con loro c’è stato un forte feeling e li ringrazio. Abbiamo tenuto testa al Napoli, contro il quale abbiamo giocato alla pari, ma siamo stati puniti dagli episodi: sono stati lì i nostri unici errori, ed è lì che abbiamo compromesso tutto”.
