MANUELE BLASI DA GLADIATORE AI MARGINI DELLA SQUADRA

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Eccoci qua, sono bastate due sconfitte a far vacillare il tutto. Il Napoli delle meraviglie, del calcio totale, del capocannoniere del campionato, dell'ottima fase difensiva è esploso all'improvviso, come un big bang. Non si può fare come l'anemometro facendosi trasportare dal vento ma bisogna analizzare i motivi di questo calo, comunque evidente. Tolti i problemi degli arbitri e del nervosismo creato intorno alla squadra soprattutto in relazione all'episodio Lavezzi, a proposito quanto c'è mancato l'argentino in queste tre partite, del calo di alcuni calciatori determinanti come Cavani ma era anche preventivabile, in tutta onestà questa squadra sta soffrendo molto a centrocampo. Gargano è finito sul banco degli imputati anche se, a sua discolpa, c'è da dire che è sempre l'ultimo ad arrendersi ed a prendersi la responsabilità di verticalizzare, di accelerare, di far iniziare le ripartenze mortifere della nostra squadra del cuore. E' chiaro che se non si fanno i giusti movimenti, se le ali non vanno come sta capitando ultimamente a Maggio e Dossena, se lo stesso Pazienza non è più quello dell'inizio di stagione con i suoi cambi di gioco precisi ed illuminanti, è proprio l'uruguagio a farne le spese. Ebbene, se fosse lui la soluzione a tutti i mali, Mazzarri l'avrebbe già superata. Evidentemente non è così anche se, non riusciamo a capire come mai, alcuni calciatori in evidente calo non riescano a trovare possibilità per riposare. Usciti dall'Europa League ci saranno maggiori possibilità per allenarsi e per riposare il giusto ma tolti Cavani e Lavezzi che sono gli unici insostituibili alcuni calciatori nominati prima meriterebbero un po' di riposo. Soffermandoci in posizione mediana, Yebda ha preso il ruolo di co-titolarissimo, conquistandolo con prestazioni convincenti per l'ordine ed il senso tattico che ha messo a disposizione della squadra. Se guardiamo la rosa del Napoli ci accorgiamo che l'unico che non ha avuto la reale possibilità di giocarsi le sue carte è stato Emanuele Blasi. Il mediano di Civitavecchia, ritornato alla base con il desiderio di spaccare il mondo, forte anche di un chiarimento face to face con il tecnico di San Vincenzo ha trovato spazio solo nella prima partita, peraltro sfortunata contro la Fiorentina, collezionando, successivamente, solo panchine e tribune oltre a qualche minuto in Coppa Italia con il Bologna. Spiccate caratteristiche di grinta e combattività, Manuele Blasi era stato uno dei migliori nel primo anno di A con mister Reja diventando beniamino del pubblico, il gladiatore del San Paolo. Incomprensioni e divergenze con Donadoni lo hanno sconfinato, nell'ultimo giorno del calciomercato, a Palermo dove non ha trovato spazio. Doveva e poteva essere l'anno del suo rilancio e non lo è stato ma una presenza contro il Brescia al San Paolo era sicuramente alla portata di Emanuele. Un calciatore che ha militato nella Roma, Juventus, Fiorentina, Palermo, Parma, Perugia e Napoli facendo tutte le trafile della Nazionale fino a collezionare otto presenze in Nazionale maggiore non riesce a trovare spazio in partite non di cartello come quella giocata domenica? Squadra che vince non si cambia e siamo d'accordo ed aggiungeremmo, seguendo il dogma dell'allenatore, anche squadra che offre buone prestazioni non si cambia ma un Napoli stanco, involuto e privo anche di grinta meriterebbe di essere rivalutato da parte del mister. Il gladiatore di certo non può risolvere il problema dell'ultimo passaggio, per questo domenica rientrerà Lavezzi con la sua imprevedibilità, ma può apportare tanto cuore, muscoli e grinta che pure sono mancati a questo Napoli. Il momento non è dei migliori ed ora bisogna stare uniti, mantenere la calma, chissà che Blasi non possa dare una mano….

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