LUCA PALMIERO, IL LEADER PLACIDO DELLA PRIMAVERA AZZURRA

palmieroMai rallentare ma nemmeno “strappare”. Il metronomo, così come un ciclista in salita, detta il tempo in modo costante, dà l’equilibrio necessario ed è fondamentale in ogni singolo momento. Mestiere difficile, soprattutto nel calcio, dove c’è bisogno di personalità e doti da leadership per rivestire questo ruolo. Luca Palmiero, classe ’96, studia per diventarlo e stagione dopo stagione continua ad arricchire il suo patrimonio.

Figlio d’arte, padre ex libero e centrocampista in C2 con la Juve Stabia, ha iniziato a 4 anni con la Marano Calcio, scuola calcio del suo quartiere natale. Dopo 8 anni passa al Napoli nella categoria Esordienti ma ci resta solo una stagione infatti le sue qualità vengono subito notate dallo staff azzurro (in particolare il tecnico Liguori) che lo promuove nei Giovanissimi Nazionali. E’ l’unico nato nel ’96 in una generazione di talenti del ’95. Resta nei Giovanissimi Nazionali per due anni dove vince la Viareggio Junior Cup e arriva ad un passo dalla vittoria in campionato (finale persa contro la Fiorentina). La stagione successiva viene promosso tra gli Allievi Nazionali. Il copione è sempre lo stesso: numero quattro sulle spalle, elemento di responsabilità che detta i tempi per la squadra davanti alla difesa. Le sue qualità vengono notate anche da Daniele Zoratto, allenatore dell’under 16, che lo convoca l’8 dicembre del 2011. Seguiranno altre 10 presenze in Nazionale e la vittoria nel Torneo di Algarve. Ad inizio maggio 2012 viene aggregato in Primavera in occasione di una partita amichevole contro il Milan ad Ostuni e conquista subito un posto in squadra. Nel frattempo la sua scalata continua anche con l’Italia: dopo l’under 16 è il turno dell’under 17 e dell’under 18 che portano a 18 le presenze internazionali.

Ciò che contraddistingue Luca Palmiero dagli altri centrocampisti è la sua padronanza nel ruolo. Schierato fin dai primi tempi da mister Liguori nel ruolo di “metronomo” ha alzato il rendimento stagione dopo stagione. Piedi buoni, intelligente tatticamente e con una grande visione di gioco, è in grado di mettere ordine e dettare i tempi come un veterano. Si fa apprezzare anche per un comportamento sempre regolare e mai dannoso per la squadra che dimostra responsabilità e maturità, caratteristica difficile da trovare in un ragazzo della sua età.  Capace di fare gruppo, può tranquillamente essere definito un leader nato per la sua umiltà nello sfruttare pienamente i consigli dei suoi allenatori. Nei primi anni è stato accostato a Pirlo, come quasi tutti i centrocampisti di ordine che si affacciano nel calcio che conta, ma può ricordare di più Daniele De Rossi per la capacità di unire ad una buona tecnica anche un temperamento e una corsa da mediano. Pecca ancora nell’ultimo passaggio e in fase difensiva un po’ troppo spesso si fa trovare fuori posizione. Ha molta fiducia del suo tempismo nel giocare d’anticipo e della sua capacità di leggere le giocate avversarie, a buon ragione il più delle volte, ma questo lo porta a volte ad essere in ritardo nelle chiusure. Gli manca il cambio di passo tipico dei grandi ma con il lavoro e tanta abnegazione può trasformarsi in un centrocampista utilissimo per il futuro del Napoli.

Ora è il capitano della squadra Primavera e nel 4-3-3 staziona davanti alla difesa affiancato da Romano e Prezioso. Sempre razionale e lucido smista il gioco con grande facilità e con precisi cambi di fascia. Studia da grande con responsabilità e qualche piccolo ostacolo (negli ultimi tempi ha sbagliato due rigori decisivi) è sempre stato superato con tranquillità e calma senza soffrire mai la pressione. Un leader silenzioso che sogna l’approdo tra i grandi.

di Claudio Cafarelli (Twitter:)

Translate »