Lo Scudetto di Dries

Oltre alle labili speranze per il secondo posto,per la gara di Genova, gli azzurri hanno un motivo in più per continuare sulla falsa riga di queste ultime uscite in campionato: il titolo di “Capocannoniere” di Dries Mertens.

Dopo l’infortunio di Milik, e le prove non proprio convincenti di Gabbiadini, Sarri ha dovuto far di necessità virtù inventandosi il fantasista belga come “Falso Nueve”. Dries,nonostante sia un esterno offensivo, nel corso della sua carriera, ha sempre avuto una grande propensione al gol.

Fin dalle prime esperienze, 4 gol in 14 presenze con l’AGOOV, serie” B” olandese, dove collezionò 108 presenze e 30 gol in tre stagioni, poi all’Utrecht 16 gol in 65 partite, e al PSV andando dove andò a segno 37 volte in 62 match. Numeri che, analizzati alla luce di questa stagione, 33 centri in 45 gare stagionali, fanno sorridere, nonostante siano di tutto rispetto, ma rappresentano il passato.  Ora, il nuovo idolo del San Paolo, ha sviluppato un Killer-Instinct  che lo ha reso “Glaciale” sotto porta, e non solo, una fame di gol che non sembra placarsi mai, come in ogni bomber che si rispetti.

Con la Fiorentina ha lasciato il campo imbronciato,nonostante abbia realizzato 2 reti, atteggiamento comprensibile, visto che è ad una sola rete da Dzeko (28) a +1 su Belotti (25) e +2 su Icardi e Higuain (26).

Il titolo di “Capocannoniere “ di Dries, nonostante sia un riconoscimento individuale, avrebbe un valore collettivo, per la squadra, per Sarri, il quale si dimostra sempre più il “Re Mida” dei bomber, ma anche per la società, che potrebbe vantare di nuovo il capocannoniere del torneo,ma con 90 milioni in più in tasca.

L’obiettivo è a portata di mano,la squadra è chiamata a fare cerchio intorno a Dries e a servirlo nel migliore dei modi, affinchè  le ultime cartucce utilizzabili in questo campionato portino ad un riconoscimento che, definire meritato sembrerebbe riduttivo.

Emanuele Ranzo

Appassionato di calcio, iscritto alla facoltà di giurisprudenza, ex arbitro, ama la lettura, la politica ed il cinema. Alla sua prima esperienza giornalistica

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