L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’ESSERE (ULTRAS)

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È vero che negli ultimi tempi i calciatori sembrano un tantino più mollaccioni del passato. Abbracci, baci e lacrime a fiumi hanno reso esultanze ed approcci alle partite un tantinello effeminati. Ma per carità, non ditelo a loro che vivono nell’omofobia perenne. Eppure nonostante ciò fa sempre un certo effetto vedere un uomo che piange in campo perché sconvolto da quanto vede sugli spalti. I fatti di Genova sono sconcertanti soprattutto per questo: se riesci a far piangere i tuoi beniamini vuol dire che hai colto pesantemente nel segno. Ma non sarà proprio questo il vero problema del Genoa?

In effetti ad esaminare la stagione rossoblu non si riesce a capire cosa stia accadendo. Di certo non è colpa del braccino corto del presidente Preziosi, che anche quest’anno non ha lesinato il portafogli, ad agosto come a gennaio. Frey, Gilardino, Sculli ma soprattutto aver trattenuto Palacio: il mercato può di certo considerarsi niente male. L’incidenza degli allenatori si è fatta sentire fino a un certo punto, perché Malesani e Marino non possono essere così scarsi da fare la differenza in negativo. E allora viene da pensare che la causa dei terrificanti risultati degli ultimi tempi potrebbe essere proprio quella pressione inverosimile che la tifoseria esercita sui calciatori, quell’ansia da prestazione trasmessa per empatia che blocca le gambe della squadra e non gli consente di giocare come sa. È paradossale, ma i supporters liguri potrebbero essere la causa principale della malattia che ha colpito Marco Rossi e la sua banda. E si sa, chi è causa del suo mal…

Senza dubbio quanto visto ieri al Ferraris va stigmatizzato, ma nella corsa all’indignazione abbiamo dimenticato di guardare anche l’altra faccia della medaglia: i tifosi pagano il biglietto e per questo motivo hanno tutto il diritto di arrabbiarsi se lo spettacolo non è quello per cui hanno sborsato fior di quattrini. Ovviamente a tutto c’è un limite, e quando si trascende i risultati sono quelli visti domenica. Ora vedremo se le ripercussioni emotive saranno positive per la squadra, l’impressione è che invece accadrà l’esatto contrario. Se il problema del Genoa è davvero l’immensa ansia che trasmettono i tifosi, rischiamo di assistere ad un tracollo verticale, che condurrebbe in B una squadra che era costruita per puntare all’Europa League. Ci pensino, i protagonisti di quello scempio. Non è che magari la tranquillità e la pazienza che si vivono in altre piazze possono essere più utili alla squadra rispetto a queste caciare indegne?

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