LEVACOVICH E CARBONI:IL GELA HA DUE ALI PER VOLARE
Alle ore 19 del 31 gennaio, Andrea Pensabene ha tirato un sospiro di sollievo. Il tecnico del Gela ha corso il serio rischio di vedere smantellata una squadra che per tutto il girone di andata è riuscita a sovvertire ogni pronostico, restando sempre aggrappata ai margini della zona play-off. La crisi societaria e i debiti con i quali il Gela deve fare i conti lasciavano pensare che molti pezzi pregiati, indiscussi protagonisti dello strabiliante avvio di stagione, potessero fare le valigie. E invece, hanno lasciato l’isola soltanto due titolari: il portiere Indiveri, in rotta con l’ambiente, ed il regista Koné. Il loro posto è stato preso da due riserve di livello come il giovane estremo difensore Antonio Castelli (’80), cresciuto in giallorosso all’ombra di portieri di provata esperienza, ed il gladiatore Mimmo Giugliano (’73), lo scorso anno protagonista a Benevento. Per il resto il 4-4-2 di base non presenta novità, anche se domenica mancherà una pedina d’importanza strategica come Vincenzo Berti (’70), metronomo della mediana alle prese con un infortunio. La difesa sarà la stessa delle ultime uscite. A destra spazio all’ex Ragusa Simone Tamburro (’74), a sinistra ci sarà invece il promettente Daniele Unniemi (’84), confermato dopo una stagione da titolare condita da cinque gol. La coppia centrale sarà composta dal casertano Vittorio Gargiulo (’81), che si sta affermando come uno dei migliori centrali della categoria, e dall’ex Foggia Giacomo Filippi (’75). A centrocampo la cabina di regia sarà affidata a Giugliano che sarà affiancato dall’altrettanto esperto Omar Rivolta (’74), arrivato a gennaio dal Viterbo. Le corsie laterali saranno presidiate dai rapidi e tecnici Salvatore Carboni (’79) e Fabio Levacovich (’75), punti di forza della squadra che ha conquistato la C1 così come il rapido Giovanni Abate (’81), prima punta sgusciante che sarà probabilmente affiancata dal francesino Pierre Baclet (’86), fisico aitante e segnalato la scorsa estate anche al Napoli, o in alternativa dall’esperto Jonathan Vidallé (’77), argentino prelevato un mese fa dal Viterbo. La chiave del match sarà rappresentata da quel che i due laterali di centrocampo, abili a saltare l’uomo come pochi, riusciranno a fare. Il Napoli dovrà fare attenzione anche alle punizioni di Levacovich, cresciuto nel settore giovanile azzurro, e agli inserimenti delle due prime punte, che con la loro rapidità forniscono pochi punti di riferimento. Il Gela è squadra che riesce quasi sempre a giocare bene, anche se spesso alla formazione siciliana manca l’affondo, nonostante una manovra veloce, logica e lineare che ha portato i suoi frutti soprattutto in casa. Lontano dalle mura amiche, infatti, i siciliani hanno la peggior difesa del campionato e sono riusciti a vincere appena una volta.
