LAVEZZI PUNTA CENTRALE: OPZIONE O CAMBIO DI STRATEGIA?

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Era la mossa che nessuno si aspettava. Eppure Mazzarri aveva promesso qualche variazione tattica, ma niente lasciava presupporre che fosse proprio il Pocho la chiave per cambiare gioco. Nell’ultima partita andata in scena al Meazza contro il Milan Lavezzi è stato schierato come unica punta, supportato da Hamsik e Quagliarella più larghi sulle fasce. Una scelta non certo improvvisata quella del mister toscano, che infatti in settimana aveva recintato con dei teli il campo di allenamento di Castelvolturno al riparo da occhi indiscreti. Una mossa che si è rivelata assolutamente vincente per il Napoli, che seppur impattando sull’ 1-1, ha per buona parte dell’incontro messo in crisi la retroguardia rossonera. Il duo difensivo Favalli-Thiago Silva era troppo forte di testa per improntare il gioco sulle spizzate di Quagliarella. La velocità del Pocho poteva allargare le maglie difensive e costringere in ripiegamento anche i centrocampisti: così è stato! Ancora una volta Mazzarri ha saputo interpretare al meglio la partita, studiando per bene l’avversario e non lasciando l’iniziativa alla squadra di Leonardo. La marcatura asfissiante del soldatino Grava su Ronaldinho non ha permesso al talento brasiliano di rendersi pericoloso. Ci hanno pensato poi Pazienza e Gargano a contenere Pirlo, evitando così di essere trafitti nelle sue micidiali verticalizzazioni. Un Napoli a testa alta ha abbandonato il terreno di gioco, tra gli applausi delle centinaia di napoletani presenti al San Siro e accompagnato dalla soddisfazione della critica e del presidente.

Una squadra pimpante con un Quagliarella finalmente tonico che però ancora patisce la sua scarsa vena realizzativa. Un Pocho scoppiettante ha lasciato più volte sul posto i diretti avversari: le sue incursioni da lontano hanno favorito più volte gli inserimenti di Hamsik e Maggio. Non a caso è proprio dell’argentino l’assist per il gol di Hugo Campagnaro, schierato anch’egli a sorpresa a sinistra per sopperire alle folate offensive del baby fenomeno Pato. Un grande senso di appartenenza è però finalmente emerso. I sacrifici dei singoli per il bene della squadra: è ciò che più positivamente ha colpito il pubblico napoletano. Essere pronti a cambiare ruolo e stile di gioco è una propensione che ormai pochi giocatori fanno propria. La maturità di questo gruppo è finalmente oggi sotto gli occhi di tutti. Un pareggio che si potrebbe definire il frutto della tattica e della strategia quello azzurro, che però non permette alla squadra partenopea di agguantare la zona Europa. Le risposte al nuovo modulo sono comunque più che soddisfacenti. Resta da capire se il mister toscano deciderà di accantonare la soluzione proposta a Milano nelle partite casalinghe, oppure se sarà tentato di schierare gli stessi titolari visto il risultato tutto sommato soddisfacente ottenuto in trasferta. La prossima sfida vedrà di scena al San Paolo la Juventus in piena crisi di Zaccheroni. Così come il Milan, anche la squadra di Torino vanta tra le fila difensive veri e propri assi del gioco aereo come Cannavaro e Chiellini. Dunque sarebbe auspicabile ancora una volta schierare al centro dell’attacco il fulmine Lavezzi, cercando di sfruttare al meglio le percussioni di Hamsik ormai da troppo tempo in ombra. Nei prossimi giorni Mazzarri probabilmente farà un po’ di pretattica, cercando di nascondere l’esatta formazione a giornalisti ed avversari. Di sicuro però giovedì al San Paolo si affronteranno due squadre in crisi di risultati, che saranno chiamate a dare l’anima per non abbandonare gli obiettivi minimi di inizio stagione.

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