L’AGENTE DI CALCIATORI NEL CALCIO CHE (NON) CAMBIA
Martedì, a Castelcapuano, si è chiuso il corso di diritto sportivo "L'agente di calciatori" organizzato dall'associazione Sportform dell'avvocato Tommaso Mandato con il patrocinio del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Napoli. Un percorso di aggiornamento professionale utile ad avvocati e praticanti che aspirano a ricoprire un ruolo delicato quanto importante, e che negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza giuridica particolare. Una figura, quella del procuratore sportivo, che ha interessato i circa 200 partecipanti al corso, al quale hanno aderito relatori di indubbio spessore e dalla comprovata competenza. Particolarmente apprezzata la relazione del Procuratore federale della Federcalcio, il dottor Stefano Palazzi, il "grande inquisitore" di calciopoli che ha parlato all'affollata platea del principio di lealtà sportiva e del sistema della giustizia sportiva. Rilevanti, tra gli altri, gli interventi dell'avvocato Lucio Giacomardo, che ha presentato il nuovo Statuto approvato dalla Figc, dell'avvocato Marcello De Luca Tamajo, componente della Cca del Coni, e di tanti altri professionisti e addetti ai lavori che hanno indagato su aspetti squisitamente tecnici della materia.
Il dibattito finale ha riguardato "il futuro del calcio italiano tra etica e business" ed è stato moderato dal giornalista Italo Cucci, che ha rivolto un caloroso saluto ai partecipanti con un discorso di ampio respiro: "Restituire dignità all'ambiente con lo stesso rigore con il quale i magistrati di Napoli hanno portato a galla lo scandalo di quest'estate: è questo l'obiettivo di chi sarà chiamato ad agire in un mondo che, periodicamente, viene sconvolto dall'arrivo dei carabinieri ma che non riesce a cambiare". Cucci è stato profetico a poche ore dall'assegnazione degli Europei del 2012: "L'Italia chiede di organizzare una manifestazione internazionale attraverso gli tessi tutori di un calcio inquinato: mi auguro che una scelta democratica possa portare l'Esecutivo ad assegnarli a paesi di recente accolti nell'Unione Europea".
L'avvocato Lucio Giacomardo si è invece soffermato sugli ultimi sviluppi che hanno reso ancora più attuale il corso: "La recente approvazione di un nuovo Statuto e di un nuovo Codice di giustizia sportiva fa di questo corso il primo effettivamente organizzato in Italia dopo le ultime novità in materia. Il calcio ha bisogno di persone che rispettino il codice deontologico per restituire credibilità a questo sport". Particolarmente atteso anche l'intervento di Fabio Pecchia, dottore in legge, calciatore e membro dell'Assocalciatori: "Ho cominciato a giocare a calcio in autogestione, poi per otto anni sono stato assistito dalla Gea. Tuttavia, il rapporto con Alessandro Moggi si è rotto quando è venuta a mancare la fiducia, nonostante in quel periodo la sua società fosse molto potente sul mercato. La stima e la fiducia devono essere alla base di ogni rapporto calciatore-procuratore, solo dopo vengono le competenze giuridiche dell'agente poiché il contratto dei calciatori è molto semplice, e soltanto un 3% degli atleti si trova a fare i conti con accordi che comprendono diritti d'immagine e pubblicità. Firmare un mandato in bianco ad un agente è un'assurdità, ed anche se il nuovo regolamento approvato assicura qualche vantaggio, il rapporto va senz'altro migliorato". Prima della consegna degli attestati di partecipazione, i relatori hanno elogiato l'operato del commissario uscente Luca Pancalli, "un uomo di sport che meriterebbe di stare al vertice dello sport, al pari di tanti altri uomini di campo"
