LA ROMA SI CONFERMA GRANDE, LA JUVENTUS INCIAMPA, IL NAPOLI INCANTA

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Con la stessa autorevolezza (e con lo stesso punteggio) mostrata a Palermo, la Roma si è imposta per 2-0 sul campo della Reggina, restando sola in testa alla classifica, con un confortante zero nella casella dei gol subìti.

 

Totti è uscito allo scoperto, dichiarando che questa squadra può vincere tutto; magari non sarà così (ai Giallorossi manca la panchina lunga di Inter e Milan), ma senza dubbio, l’armoniosità del gioco della “Spalletti Band” rende lecito ogni tipo di sogno per i Capitolini. C’è però da risolvere il caso Mancini: va o resta? Il gran colpo della giornata lo ha fatto l’Udinese di Totò Di Natale, ancora in gol dopo la doppietta realizzata in Ucraina con la Nazionale, che ha beffato una Juventus fermata dai troppi pali (ben 3) tutti colpiti da Alex Del Piero, voglioso di dimostrare quanto può essere ancora utile, con qualsiasi maglia addosso.

Per i Bianconeri pluriscudettati, decisiva sarà la gara di domenica prossima all’Olimpico di Roma, contro la lanciatissima Roma Capolista. Per i Bianconeri Friulani c’è stata la conferma che la vera Udinese è quella capace di vincere a Torino e di pareggiare a Milano, e non quella seppellita con cinque gol dal Napoli.

 

Il quale Napoli, ha fatto vedere contro la Sampdoria ancora orfana di Cassano, che l’exploit di Udine non è stato un caso isolato, sconfiggendo con pieno merito gli uomini di Mazzarri per 2-0, con un gioco veloce e brioso, fatto di continue sovrapposizioni.

 

Sugli scudi tutti i nuovi acquisti, da Zalayeta a Lavezzi, da Hamsik (sembra davvero Nedued da giovane) a Blasi e Gargano. Un bravo a Reja e a Marino a nostro avviso ci sta tutto, specialmente dopo alcune frettolose critiche di mezza estate.

 

Soltanto al 90°, con il quarto gol in serie A di Alessandro Nesta, il Milan è riuscito ad evitare la sconfitta in quel di Siena, passato in vantaggio con un gol di Maccarone. Dopo una papera niente male della coppia Dida-Kaladze. Senza entrambi i suoi “fari” (Pirlo e Kakà), i Rossoneri mostrano evidenti limiti in fase di inventiva, ma va detto che se Gilardino non avesse fallito due comode palle-gol in avvio, la gara avrebbe potuto prendere tutta un’altra direzione.L’impressione però, è che la versione Campionato dei Rossoneri, non riesce mai ad essere efficace come quella dei Tornei Continentali. Del resto non è un mistero, che al club di via Turati fa più gola vincere in Europa o nel Mondo, che in Italia.

 

Chissà se tutto questo, a livello psicologico sia un deterrente per gli uomini di Ancellotti quando affrontano le squadre del suolo natio. Con un Adriano in timida ripresa, l’Inter si è facilmente sbarazzata del Catania a S. Siro, anche se il gioco dei Nerazzurri non è ancora spumeggiante come quello della passata stagione. Attendiamo la controprova in Europa mercoledì in quella di Istambul. Tre splendidi gol, di Vieri, Zampagna e Doni, hanno caratterizzato il divertente 2-2 di Fiorentina ed Atalanta, con i Viola a mangiarsi le mani per i troppi gol falliti. L’Atalanta (comunque, ancora imbattuta dopo due trasferte), ha mostrato, una volta in più, la sua principale, tradizionale qualità: quella di essere una squadra dura a morire. Bellissimo il gol di Recoba nel pareggio strappato dal Torino sul campo del Palermo. C’è da chiedersi, cosa avrebbe potuto fare nel corso degli anni il “Chino”, se attorno a lui avesse avvertito la fiducia che gli mostrava Novellino, e se (lo stesso discorso è valido per Zalayeta) fosse stato impiegato con più continuità. Giusti pareggi sono usciti dai confronti Genoa-Livorno e Parma-Cagliari, mentre una disarmante Lazio mai è riuscita nel corso degli interi novanta minuti, a rendersi pericolosa contro l’Empoli di Gigi Cagni, voglioso di cancellare la casella zero in quanto a punti fatti. Forse che lo sforzo per qualificarsi in Champions League pesa sulle gambe dei Biancazzurri? sia come sia, crediamo che per il bene di tutto l’ambiente, urge scrivere la parola “fine” al tormentone Rocchi, che oramai si trascina da prima dell’estate. 

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