LA DITTATURA DI FRANCO CARRARO

Franco Carraro ha rilasciato la sua solita intervista annuale alla "Gazzetta dello Sport". Il presidente federale, intervistato dal vice-direttore della "rosea" Ruggiero Palombo, ha analizzato l’ultima, calda estate ed ha anticipato alcune interessanti modifiche regolamentari che verranno approvate entro la fine dell’anno solare. La più importante riguarda la modalità di ripescaggi: nessun club potrà vantare diritti in tal senso. Fu detta la stessa cosa al termine dell’altrettanto afosa estate 2004, forse perché si voleva attuare il famoso (e fumoso) "progetto-Abete" che suona più familiare se chiamato "riforma dei campionati". Lo stillicidio estivo previsto con grande anticipo ha cambiato le carte in tavola, e la Figc ha confermato le regole sui ripescaggi per serie A e B approvando le modifiche volute dalla Lega di C per i suoi campionati. La controversa norma che vieta, in terza serie, il ripescaggio a chi ne ha usufruito nelle ultime cinque stagioni (impugnata da più società davanti al Tar) sarà abolita, così come tutte le altre che disciplinano i ripescaggi. Se si creeranno vuoti negli organici, spetterà esclusivamente a Carraro e alla Figc decidere come colmarli, secondo una discrezionalità che terrà conto di tradizione sportiva e bacino d’utenza. Ciò che è certo, è che se i vuoti continueranno ad essere elevati, il coma pallonaro sarà ormai irreversibile. Carraro ha infatti ufficialmente annunciato che per la Figc non esisteranno più (se poi sono mai esistiti…) termini perentori. L’iscrizione miracolosa di parecchie società (Messina e Gela in primis) fanno giurisprudenza anche per il presidente federale, che annuncia lo studio un meccanismo che disponga che chi non è a posto entro la prima data prevista ma si mette in regola solo successivamente vada incontro a dei punti di penalizzazione per la stagione entrante, pur conservando titolo sportivo e categoria. L’unica via di fuga possibile, visto che non è servito a nulla parlare di scadenze inderogabili in comunicati ufficiali. L’iter giuridico non cambierà: Covisoc, Coavisoc, primo Consiglio Federale, CCA Coni, Tar Lazio (rigorosamente III sezione…), Consiglio di Stato e secondo Consiglio Federale. Fino all’organo supremo della giustizia amministrativa sarà possibile mettersi a posto, visto che anche i giudici statali hanno avallato il provvedimento con il quale la Coavisoc ha annullato la perentorietà dei termini. Resterà da vedere se i giudici saranno d’accordo in tutti i casi che si presenteranno, visto che su questo Carraro non può garantire nulla. A Palazzo Spada, il ricorso di una società "x" che si mette in regola il giorno prima dell’udienza potrebbe essere accolto, il ricorso di un’altra società "y" che pure si mette in regola negli stessi tempi, potrebbe essere bocciato. Carraro è invece certo di una cosa: non saranno possibili i ricorsi contro altre squadre. La "clausola compromissoria" limiterà ancora di più la libertà di autotutela, e l’unico ente investito dell’autorità di vigilare sull’operato federale resta il Coni del presidente Petrucci, un dirigente convinto che Carraro sia un fenomeno. Un Carraro che, infine, ha aperto uno spiraglio sulla ventilata possibilità delle sue dimissioni: se l’UEFA taglierà fuori l’Italia dalla candidatura ad Euro 2012, il presidente lascerebbe subito e non l’anno prossimo, quando gli succederà il suo vice Giancarlo Abete. Se la promessa venisse rispettata, sarebbe un’ottima notizia per gli appassionati di calcio, visto che l’Italia, senza stadi adeguati né peso politico, difficilmente potrà ospitare una manifestazione così importante. Entro il 2006 tutto ciò che ha detto Carraro diventerà ufficiale. Saranno modifiche "storiche", dovute essenzialmente a quanto il Napoli è riuscito a smuovere questa estate. La Figc, messa spalle al muro, ha dovuto difendersi aumentando la sua dittatura sulle squadre affiliate. Restano aperte, nel frattempo, le inchieste della Procura di Roma sulle false autocertificazioni, con due presidenti "ripescati" iscritti al registro degli indagati. Al loro fianco compare anche il nome di Franco Carraro, che la stessa Procura di Roma indaga per quanto successo nel corso di un’estate che lascerà il segno.

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