IL NAPOLI E LA SUA POCA DETERMINAZIONE PER DIVENTARE GRANDE

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Trovarsi in vantaggio di un uomo dopo due minuti dal fischio d'inizio è manna che piove dal cielo per qualunque squadra, ma non per il Napoli di oggi al Massimino. Grandissima occasione sprecata e quella strana sensazione di come ai calciatori azzurri manchi quel pochino in più per essere definitivamente “Grandi”. Mazzarri tenta tutte le carte possibili per sovvertire il pronostico e il disegno del destino, mettendo in campo la batteria completa di attaccanti a sua disposizione, ma il tabù Catania in serie a resiste. Addirittura nel finale si è rischiato l'osso del collo, con De Sanctis che prima deve superarsi su Gomez, e poi deve ringraziare il palo su un altro tiro dello stesso. Poca cattiveria e poca convinzione sotto porta, con fronzoli e ricami inutili che nel calcio non danno frutti. Può capitare sicuramente a tutti una giornata storta, con Pandev che non riesce ad entrare pienamente in partita, ed un Cavani che è il solo a provare ad inventare qualcosa, ma il Matador non è assistito nè dalla fortuna nè in maniera adeguata dai compagni. Il resto viene completato dalla scarsa forma di Maggio e da un Hamsik che non riesce ad incidere nella gara come suo solito. Guardando il match, però, una grande domanda sorge spontanea: dov' è finito il Goekhan Inler che conoscevamo ad Udine? Lento, impacciato, non riesce mai a trovare un appoggio degno di nota e il suo nervosismo in campo si intravede a distanza di chilometri. Dovrebbe essere lui il calciatore che garantisce qualità a centrocampo e aiuti la squadra a riordinare le idee nei momenti di confusione. Il guerriero svizzero va assolutamente recuperato in tutte le sue doti che a Napoli ha fatto solo intravedere, per giustificare l'esborso economico dell'anno scorso. Senza dimenticare che in rosa non abbiamo un suo omologo vero e proprio, molto probabilmente, in fase di mercato, bisognava intervenire con un acquisto di qualità in mezzo al campo, vedi Borja Valero e altri nomi. Di positivo resta la porta inviolata ed un Insigne che acquisisce sempre più personalità condita dall'immensa qualità di cui dispone.

In un campionato dove la Juventus è sicuramente la squadra più forte, seguita da una Lazio che va verificata stasera contro il Genoa, si viaggia per il resto in una mediocrità da far paura. Gli azzurri hanno la grandissima possibilità di piazzarsi nelle prime tre posizioni, e se acquisiscono quella convinzione in più da grande squadra, di dar fastidio alla Vecchia Signora. Intanto ieri c'è stato l'esordio con la primavera guidata da mister Saurini di Bruno Uvini. Prestazione disastrosa del centrale brasiliano, con tanto di domande che ti sorgono in testa. E' vero che il calciatore non si può ancora giudicare, ma invece di investire sempre in Sud America, non era meglio prendere un giovane difensore italiano o puntare direttamente su qualcuno della primavera? Domande da girare a Riccardo Bigon. Intanto portiamo a casa questo punticino e ci proiettiamo già, con la testa ed il cuore, al big match di mercoledi sera contro la Lazio. Buona possibilità di ripartire in grande stile, con la voglia di confermare quanto di importante fatto vedere fino ad ora dai partenopei. Con la consapevolezza che alcune partite si vincono con la giusta cattiveria che ti aiuta a sbloccare le situazioni più difficili. Che il match di oggi sia occasione di crescita anche sotto questo aspetto, perchè infondo, caro Napoli, ti manca davvero poco per prenderti l'appellativo di “Grande”.

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