“Il dito contro”: Lazio, l’aquila non vola più

Il Ponentino non spinge più la Lazio e per dirla tutta sembra essere cambiato proprio il vento.
La squadra che ha fatto innamorare il pubblico laziale riaccendendo antichi ardori si è spenta. Eppure fino al lockdown questa Lazio ricordava le splendide squadre di Maestrelli e Eriksson, con un Immobile nelle vesti del grande Bruno Giordano e Acerbi come il mitico capitano Pino Wilson – due che portarono gli scudetti sotto la Nord – ad oggi pare essersi accartocciata su se stessa.
Alla ripresa post Covid-19 i biancocelesti non sembrano neanche i lontani parenti di quelli visti fino a inizio marzo.
Dopo aver perso male con l’Atalanta, e vinto con Fiorentina e Torino, i ragazzi di Inzaghi perdono contro il Milan che sembrava il Barcellona dei tempi migliori.
La prestazione negativa non può essere giustificata dalle assenze di Immobile e Caicedo.
È stata tardiva la sostituzione di uno spento ed egoista Correa, impresentabile Milinkovic Savic, senza idee Luis Alberto e confusionario Parolo.
Tutti ingredienti che hanno fatto sembrare il Milan di
 un altro pianeta; e fa tenerezza vedere Simone Inzaghi provare a mantenere il ritmo fino alla fine e oltre.
La Juventus che sembrava ormai pronta a essere asfaltata dalla rapace Aquila laziale, sta prendendo il volo e si avvia verso la nona sinfonia.
Per la Lazio con sette punti di distacco, l’unica chance resta lo scontro diretto e la speranza che la Juventus possa perdere punti contro Atalanta e Inter. Anche se su quest’ultima preferiamo non esprimerci: sconfitta in casa dal Bologna dopo essere andata in vantaggio, l’Inter fatica a trovare la quadratura del gioco e dei conti.
Per la Lazio, nel caldo luglio del calcio italiano la speranza è che il Ponentino torni a soffiare così da strappare dal petto dei bianconeri il sempre più vicino nono scudetto.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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