“Il dito contro”: il maestro è andato via

Ormai sfruttare l’eco del titolone, tributato da un grosso giornale nazionale nella scorsa estate, non è nemmeno più divertente. Il riferimento è a “Pirlolandia” e il dito contro di questa settimana punta dritto all’indirizzo di Andrea Pirlo.
L’attacco non è tanto per il risultato “assurdo” contro il Benevento: 0-1 per i campani, clamoroso all’Allianz avrebbe detto qualcuno giornalisticamente più in gamba di chi scrive.

No. Perdere può succedere – anche alla Juventus con il Benevento – mai come in questo campionato è chiaro: la sola Inter riesce a vincere e a ribaltare i risultati, insomma sono solo i nerazzurri a confermarsi degni della testa della classifica. Le altre arrancano a volte, incantano altre: sono altalenanti. Se però si mettono sul piatto le stagioni di Lazio, Roma, Atalanta, Napoli e Milan alla fin fine ci sentiamo di dire – senza nessuno sconto – che l’unica vera delusione è proprio la Vecchia Signora.

Ingeneroso per una squadra che comunque matematicamente potrebbe ancora – come le altre – strappare il trono all’Inter e lotta per la Champions League? Probabilmente. Tuttavia è sotto gli occhi del mondo quanto questa Juventus sia una cugina lontana della schiacciasassi dominatrice degli ultimi anni.

A rendere ancora più impietosa la giornata di Andrea Pirlo ci ha pensato, ospite in seconda serata su Sky Sport, Massimiliano Allegri.
L’ex mister bianconero ha regalato perle di saggezza calcistica, bordate ai suoi storici nemici in fatto di sport e ha fatto un’analisi tranchant sulla gestione attuale di alcuni giocatori juventini. Concludendo con il messaggio che lui a giugno, dopo due anni di stop, vuole tornare ad allenare.

Che si tratti di un’indicazione velata volta ad Agnelli e alla dirigenza della Juve?
Solo il tempo potrà dare le risposte.
Sta di fatto che ad oggi, questa Juventus è cugina lontana di quella targata Conte prima e Allegri poi. Parente lontanissima di quella Vecchia Signora piena di garbo e stile – si veda la polemica sullo “scudetto dei tamponi” – e con il buon Pirlo pensato forse per creare l’immagine di una “Nuova Signora” che sta dimostrando tutti i suoi limiti.
Proprio in temi come: credo calcistico, gestione delle risorse e di comunicazione. Tutte cose in cui a deficitare non è Max Allegri che – come e meglio di chi ha scritto questo articolo – ha puntato lui “il dito contro” il Maestro, e anche un po’ verso la società rea di avergli preferito prima “un maestro” reale ma con tutto da dimostrare e poi un altro presunto.

La grande verità e che chi vive il calcio da più di vent’anni in questo paese lo sa bene, certe cose sono destinate a restare immutate nel tempo e Allegri alla Juventus era perfetto. “Era” per la vecchia Signora e in un futuro prossimo sarà perfetto per qualsiasi altra piazza italiana ed europea.
Andrea, campione assoluto in campo, dovrà farsi le ossa belle robuste. Forse è stato bruciato troppo in fretta, forse le grandi domande dovrebbero porsele la triade Agnelli, Nedved, Paratici o forse semplicemente quest’anno c’è qualcuno finalmente più forte della Juventus e alla Signora – come alle altre – non resta che stare a guardare?

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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