“Il dito contro”: CR7 campione ma non troppo

La tripletta al Cagliari ha spazzato via le voci sul futuro di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Dopo l’eliminazione dalla Champions League e il lungo silenzio di CR7, molti avevano messo in dubbio l’ultimo anno di contratto del fuoriclasse portoghese con i bianconeri. Ma Ronaldo a Torino si trova benissimo, segna un gol a partita in campionato e ha sorpassato anche Pelé nella nella classifica dei bomber di tutti i tempi, con 770 gol in carriera. Lo score alla Vecchia Signora recita ora 95 reti in 122 partite totali, in Serie A sono 75 su 87 gare.

“Credetemi, questa storia è ancora lontana dall’essere chiusa – è il proclama che il cinque volte Pallone d’Oro fa su Instagram dopo la partita -. Il futuro è domani e c’è ancora tanto da vincere con la Juventus e il Portogallo! Unitevi a me in questo viaggio”.

Queste le dichiarazioni di Ronaldo che torna ad essere CR7, dopo l’eliminazione dalla Champions League, caricandosi sulle spalle l’intera compagine bianconera portando i tre punti a Torino ma la prestazione del portoghese è macchiata dal fallo sul portiere Cragno: un gesto riprovevole, incosciente e talmente poco in linea con quanto si vorrebbe in campo da un campione, che sono davvero ridottissime le attenuanti. Anche se un simile episodio si è consumato sul campo di gioco e nel mezzo di un’azione, si è visto un gesto davvero poco esemplare.

L’arbitro Calvarese vede, interviene e decide di dare il giallo a Ronaldo, ma il rosso sarebbe stato più che giustificato e condivisibile, ai sensi del regolamento.

“Un tackle o un contrasto che mette in pericolo l’incolumità di un avversario o commesso con vigoria sproporzionata o brutalità deve essere sanzionato come grave fallo di gioco. Qualsiasi calciatore che, in un contrasto per il possesso del pallone, colpisca un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o che metta in pericolo l’incolumità di un avversario, si rende colpevole di un grave fallo di gioco”.

La decisione di Calvarese ha evidentemente avuto un certo peso sull’incontro, visto che lo stesso Cristiano Ronaldo, nel giro dei venti minuti successivi, ha realizzato altri due gol dopo quello siglato in avvio, consentendo alla Juventus di chiudere la gara con quarantacinque minuti di anticipo arrivando all’intervallo sullo 0-3.

Il presidente del Cagliari Giulini, nel post-partita, ha protestato proprio richiamando i termini espressi dalle norme: “Il regolamento parla di espulsione quando si mette a rischio l’incolumità dell’avversario“. Andrea Pirlo, dal canto suo, ha tirato acqua al proprio mulino con un’analisi bonaria: “Era il classico intervento di gioco, ha guardato la palla e non si è accorto di essere andato contro il portiere“.

Il “dito contro” di questa settimana punta dritto all’indirizzo di Cristiano Ronaldo, il gesto riprovevole ha un suo peso – e la mancata sanzione disciplinare anche – ma ciò che conta in questo momento e chiedersi: quanto vale avere Ronaldo in rosa? L’acquisto faraonico da parte della Vecchia Signora puntava alla vittoria della Champions League, perché – e va detto apertamente – alla Juventus non serviva Ronaldo per assicurarsi il nono scudetto di fila.

Quest’anno del resto, l’Inter sta dimostrando che più di ogni altra cosa vale il collettivo. E il portoghese, stella indiscussa del mondo del calcio, non è riuscito in due anni a riportare la Coppa dalle Grandi Orecchie a Torino. Fanno sorridere, a proposito d’Europa le dichiarazioni del galactico Sergio Ramos:

“ Le coppe si vincono in undici… anche se Cristiano fa ancora la differenza”

Già Ronaldo Cristiano fa ancora la differenza ma andrebbe rivisto il carattere del campione: record di goal, raggiungere non uno da poco come Pelé in fatto di goal non rimpingua le casse bianconere né tantomeno rinfranca gli occhi dalle brutte immagini di Cagliari. Che Ronaldo sia un campione è lapalissiano che la caratura morale non dipenda da stipendi faraonici, sponsor e reti siglate anche e la sua esperienza in serie A segnerà comunque uno spartiacque:

Vincere è l’unica cosa che conta, e certe società lo dimostrano più di altre, ma bisognerebbe tornare a vivere il mondo del pallone prima di tutto con il cuore e il rispetto dei regolamenti anche se hai vinto tutto, anche se ti chiami Cristiano Ronaldo.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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