“Il dito contro”: Cellino, rispetto prima di tutto

Vista la situazione legata all’emergenza COVID-19 la rubrica “il dito contro” si era fermata per qualche settimana al pari di quanto accaduto in campionato.

Tuttavia dopo lo stop sacrosanto al calcio sancito dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non si può non affilare nuovamente la penna e puntare il dito contro il presidente del Brescia Cellino.

L’AIAC denuncia a gran voce la condotta del Brescia Calcio S.P.A per aver richiamato staff, osservatori e collaboratori tecnici dei due allenatori in forza al Brescia nel corso della stagione, Grosso e Corini entrambi esonerati viste le prestazioni della squadra, per la giornata del 18 marzo alle ore 9.00.

La denuncia dell’associazione italiana allenatori calcio non può non essere appoggiata con forza, puntando il dito al presidente Cellino: come si possono convocare uomini, di calcio sì ma che hanno comunque una loro vita e famiglie, al campo di Torbole Casaglia in un momento come quello che stiamo vivendo nel nostro paese?

Come si può essere così irresponsabili, non solo da aggirare ma da infischiarsene del tutto di un decreto che ha sancito che le persone devono uscire di casa soltanto per motivi strettamente necessari?

Si può davvero pensare che una riunione calcistica, o pseudo tale, sia realmente importante in questo contesto storico? Si può realmente essere così incoscienti da aprire un campo di allenamento nella città di Brescia, uno dei più grandi focolai del corona virus, soltanto per le velleità di un presidente?

Vorremmo sapere Cellino cos’ha di tanto importante da comunicare da non poter aspettare giorni più facili e tempi migliori. Soprattutto considerando che il mondo calcio è tutto in attesa, in bilico per questa emergenza che sta colpendo il pianeta e che non risparmia calciatori, allenatori e membri degli staff che prima di essere atleti e profumatamente pagati sono uomini.

Spesso ce ne dimentichiamo.

Spesso dimentichiamo anche che pur trattandosi di professionisti si parla comunque di uomini che meritano rispetto.

E se il rispetto non vuole essere garantito all’uomo che vada almeno allo stato e alle sue leggi.

Il “dito contro” di questa settimana senza calcio punta al presidente Massimo Cellino, appoggiando pienamente l’invito da parte dell’ AIAC agli associati di restare nelle proprie abitazioni fin tanto che l’emergenza non sarà rientrata.

Qualsiasi siano gli interessi, di qualsiasi patron e di qualsiasi squadra c’è una cosa che viene prima di tutto, anzi due: la salute e il rispetto.

La prima sta mancando al mondo a causa di un virus incontrollabile e contro il quale i medici stanno combattendo, per il rispetto la regola è solo una: restare umani.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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