IL COMPUTER “UMANO”
Un rigore francamente inesistente (il secondo) concesso, un altro esistentissimo (il primo) concesso anche quello; infine un altro più che fischiabile (fallo su Higuaìn sugli sviluppi del calcio d’angolo) negato. A voler fare proprio i ragionieri potremmo affermare che il bilancio penalty del Napoli recita zero a zero. Ma il calcio non è matematica, e quindi ammettiamo pure che una volta tanto l’arbitro ha dato una grossa mano a Benitez e ai suoi. Lo ammettiamo senza problemi: siam mica juventini qui.
Ecco, diciamo che in linea di massima basta poco per fare la tara ad una partita e giudicare se e quanto sia stata favorita una squadra. Basta prendere la moviola e rivedere gli episodi al ralenti, con un margine di obiettività che – dato l’intervento del computer – dovrebbe essere praticamente del 100%. E invece più passa il tempo e più il computer lascia il posto al commentatore, che con due parole riesce a pilotare il senso di un’azione e ovviamente anche la sua percezione agli occhi del pubblico. Basta poco, appunto. Basta fare come ha fatto Sky, che con qualche sapiente artificio lessicale ha servito al tifoso medio la moviola secondo un punto di vista tutto “personale”. In sostanza Balotelli si lascia cadere ma forse un contatto c’è, mentre Mertens (primo rigore) viene agganciato ma è lui a cercare la gamba dell’avversario, più o meno come accade nel 90% dei rigori assegnati al mondo. Messa così, però, sembra quasi una simulazione, uguale se non peggio di quella di Balotelli. Risultato? Il Napoli ha rubato una partita, due rigori regalati e meno male che non gli hanno dato anche il terzo, quello più che fischiabile, altrimenti apriti cielo. Per non parlare della Juventus. Infatti, proprio per non parlarne, perché al penalty regalato ad Asamoah – caduto un metro fuori area – c’è stato soltanto un timido accenno. D’altronde perché accanirsi sulla Juve, dopo il furto (?) subito in Champions League…
Il gioco è sottile ma è molto redditizio. Il pubblico è volubile e spesso guarda il dito anziché la luna, ascolta la voce invece di guardare le immagini. Così si può urlare al complotto e passare indisturbati alla cassa dopo qualche mese, al grido di “eh, ma noi tempo fa”. Prendete il Milan, che nel day-after è andato a rimarcare la punizione di Parolo calciata diversi metri più avanti, come se poi il vero problema non fosse stato la barriera piazzata una schifezza. Uno screenshot sul sito ufficiale e Galliani che addirittura chiede le scuse (!) dei vertici arbitrali, dimenticando forse che se quest’anno gioca Barcellona-Milan in Champions League deve ringraziare proprio quei signori col fischietto. Testa dura e faccia tosta, per non dire altro: così si va avanti in serie A.
