Haller, il gigante di qualità che fa sognare l’Eintracht

Insieme al compagno di squadra Jovic, che si è promesso al Barcellona, sta formando la coppia d’attacco più prolifica della Bundes (come loro solo Reus e Paco Alcacer del Borussia Dortmund): 1,90 m, fisico da corazziere, forte di testa e una tecnica individuale di ottimo livello, Sébastien Haller è un gigante dai piedi buoni alla ricerca della consacrazione. Seguito già dai migliori club d’Europa – non ultima la Juventus -, a 24 anni è nel pieno della maturità ed è a caccia dell’ultimo salto per cominciare ad entrare anche nel giro della nazionale transalpina: potenza, grinta e fiuto del gol. Da due anni in Germania, all’Eintrach Francoforte sembra sbocciato definitivamente dopo un inizio di carriera in sordina. Mamma ivoriana e papà francese, precisamente di Ris Orangis, un sobborgo situato nel sud di Parigi. Gli esordi nel Vigneux (2003-2005) a 9 anni, quindi si trasferisce nel piccolo club di Bretigny (2005-2007): a seguire lo scoprirà l’Auxerre che lo porta nel calcio professionistico. Una lunga trafila in Ligue 2, nel mezzo il mondiale under 17 con la Francia, successivamente arriva l’esordio in massima serie: 50 presenze in totale e pochissimi squilli, appena 8 centri in campionato.
Un bottino certamente non irresistibile per un centravanti, che comunque lasciava intravedere delle caratteristiche interessanti: “alla” Dzeko per intenderci, è un riferimento costante per i difensori quando devono cominciare l’azione; alzano la testa e trovano una torre alta e grossa che sa ricevere palla spalle alla porta e fa la sponda ai compagni. Un attaccante generoso, nonostante farebbe reparto da solo, che gioca in funzione della squadra, che su di lui trova un supporto ideale per scardinare gli schieramenti avversari. All’età di 21 anni, un pò per scelta, un pò per le difficili condizioni economiche dell’Auxerre, giunge l’ora di cambiare aria: Haller sbarca in Olanda, dove all’Utrecht scopre una media realizzativa decisamente superiore, che in pochi gli riconoscevano; comincia a segnare a raffica, in 98 presenze va in gol 51 volte fra tutte le competizioni.
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E allora per l’Utrecht diventa difficile trattenerlo: nell’estate del 2017 accetta la chiamata dell’Eintracht, dopo essere stato vicino alla Lazio. Per Haller è una chance importantissima: giocare in uno dei migliori campionati europei, e tra l’altro tra i più adatti ad esaltare le sue caratteristiche. In Germania si pratica infatti un calcio propositivo, fisico, tatticamente in crescita: sotto la guida di Niko Kovac prima e Adolf Hütter (l’attuale allenatore delle “aquile”) poi, Haller diventa il referente principale del reparto offensivo dei bianconeri. Partecipa alla manovra, attacca la profondità e nel gioco aereo è insuperabile; ha facilità di calcio e quando si coordina è capace anche di realizzare dei gol di pregevole fattura. Non è uno di quegli arieti d’area tecnicamente da sgrezzare: è pure bello da vedere quando parte da lontano e galoppa con le sue lunghe leve. È inoltre un abile rigorista. L’esperienza all’Eintracht è un crescendo: ha vinto una Coppa di Germania e quest’anno ha già raddoppiato il proprio score; 19 gol e 12 assist fino a questo momento, tra Bundes ed Europa League (quinto in classifica cannonieri). È ad ad un punto dalla zona Champions e con un cammino sin qui netto in Europa League: punteggio pieno ai gironi, adesso gli ottavi contro il Benfica con le semifinali sullo sfondo: è nell’altra parte del tabellone, il Napoli potrebbe ritrovarselo eventualmente a Baku. Attaccante moderno, può fare indifferentemente la prima come la seconda punta.
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Il Napoli che molto probabilmente perderà Mertens, dovrà mettersi in cerca d’un profilo da affiancare a Milik. E Haller potrebbe rappresentare il compromesso ideale: giovane ma non più giovanissimo, non ancora esploso del tutto ma con delle potenzialità enormi. Ed un valore di mercato destinato evidentemente a salire…


