GIORGIO BRESCIANI, "EL BUITRE" DALLE ALI SPEZZATE

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Giorgio Bresciani nasce a Lucca il 23 aprile 1969. Comincia la trafila delle giovanili nel Torino, e proprio con la maglia granata esordirà in Serie A a soli 18 anni. Bresciani si rivela subito come uno degli attaccanti più promettenti dell'intero campionato italiano e dopo una breve parentesi in prestito all'Atalanta nel campionato 89-90, Bresciani si ritrova a soli 21 anni a diventare il centravanti titolare del Torino di Mondonico che giunse terzo in campionato. "El buitre", che in lingua spagnola vuol dire avvoltoio, come viene soprannominato Bresciani sin dai tempi delle giovanili per la somiglianza delle sue movenze con quelle del centravanti del Real Madrid Butragueno, disputa una stagione strepitosa, realizzando ben 13 gol in 27 partite, molti dei quali grazie agli assist di uno strepitoso Lentini. La stagione successiva, quella in cui il Toro raggiungerà la finale di Coppa Uefa, Bresciani non si ripete e perde il posto da titolare ai danni del brasiliano Casagrande, mettendo assieme solo 4 gol in 26 presenze, anche a causa di alcuni problemi fisici. Nell'estate del 92' Cellino lo porta a Cagliari come colpo di mercato per sostituire Fonseca, passato al Napoli, ma dopo appena 4 partite in rossoblù, a novembre fa lo stesso tragitto del collega uruguaiano e passa alla corte di Ferlaino.

A Napoli la musica non cambia e nonostante si ritrovi davanti un Careca ormai a fine carriera, Bresciani riesce a ritagliarsi pochissimo spazio, disputando solo 11 spezzoni di gara. L'anno dopo parte la rivoluzione in casa Napoli con l'arrivo del nuovo presidente Gallo e del nuovo tecnico Lippi, ma Bresciani resta al suo posto, con i medesimi risultati. Anche in quella stagione, infatti, 11 sono gli spezzoni che l'attaccante toscano inanella in azzurro, con un solo gol siglato alla prima giornata di campionato contro la Sampdoria di Gullit e Platt. Anche in quella stagione viene tormentato dai soliti problemi fisici e a luglio cambia aria per trasferirsi alla Reggiana. Neanche lì trova pace e nel mercato autunnale dalla serie A scende in C a Bologna, dove diventa un idolo per aver siglato il gol decisivo che vale la promozione dei felsinei in B. Da quel momento in poi, però, la sua carriera comincia ad imboccare la parabola discendente, nonostante Bresciani abbia solo 27 anni. Tra B e C cambierà praticamente ogni anno maglia, vestendone svariate, dalla Cremonese all'Ancona, passando per il Siena, il Trento e la Sangiovannese. Chiude la sua carriera in Campania, con la maglia della Juve Stabia nel 2001, a soli 32 anni, a causa di una serie record di infortuni. Attualmente è il presidente della Colligiana Calcio, squadra di Seconda Divisione, ex C2, di cui fino alla scorsa stagione è stato anche direttore generale.

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