GIOIA SANNITICA: UN CLUB NAPOLI ALLE PENDICI DEL MATESE
Ha soli trent'anni il sig.Carmine Melillo, e da cinque è già presidente di un Club Napoli che segue con tanta passione e altrettanta trepidazione le vicende della squadra partenopea. Trattasi in particolare del Club Napoli di Gioia Sannitica, piccolo comune di quasi 4.000 anime che si erge ai piedi del Monte Monaco e del Monte Erbano, facenti parte della più nota catena montuosa del Matese, in provincia di Caserta. Correva l'anno 2005, in concomitanza con la nascita dalle ceneri del fallimento del nuovo Napoli targato Aurelio De Laurentiis, quando Carmine Melillo insieme ad altri soci fondatori diedero vita a questa creatura, tinteggiando d'azzurro il piccolo borgo di Gioia Sannitica. Oggi pianetanapoli continua il suo viaggio tra i Club Napoli d'Italia e del mondo fermandosi proprio in questo grazioso paese alle falde del Matese, in piazza Municipio.
Presidente, con quale spirito è nato nel 2005 il Club Napoli di Gioia Sannitica?
"Ovviamente con lo spirito di seguire la nostra squadra del cuore, e di creare un ritrovo per i giovani. A tal proposito bisogna però sottolineare che il club non nasce con lo scopo principale di sottrarre i nostri ragazzi alle logiche della strada. Questo perché fortunatamente i giovani delle nostre zone non sono costretti a dover affrontare quotidianamente quei problemi che purtroppo invece si evidenziano con più frequenza nel basso casertano e nell'hinterland napoletano. Abbiamo la fortuna di vivere in una zona molto tranquilla".
Ci racconti com'è nata questa creatura…
"Eravamo un gruppo di giovani che seguivano il Napoli dalla tener età di dieci anni, e che fin dal principio sognava di riunirsi per amore della nostra squadra. Poi sfortunatamente la società azzurra ha attraversato un periodo molto difficile, ma che può dirsi definitivamente alle spalle con l'arrivo di De Laurentiis. Proprio con la nuova presidenza decidemmo che era giunto il momento di dare forma al nostro sogno: così nacque il Club Napoli a Gioia Sannitica…"
Quanti iscritti conta al giorno d'oggi il Club e qual è la quota di iscrizione?
"Attualmente siamo una settantina circa, di cui sette soci fondatori. Per quanto riguarda la quota, si tratta di trenta euro annuali che vengono utilizzati per finanziare le attività del Club".
Trattasi per la maggioranza di giovani o di persone più avanti con gli anni?
"Siamo frequentati da persone di tutte le età: da tifosi più anziani, che utilizzano il club anche come luogo di ritrovo, ma anche da molti giovani che usufruiscono delle altre attrattive messe a disposizione dal Club, quali calcio balilla o ping-pong, per trascorrere qualche ora in compagnia. Ovviamente con un pensiero sempre rivolto al Napoli…" .
Come vi organizzate per seguire gli azzurri?
"Una decina di soci, tra cui io, andiamo al San Paolo per tutte le partite in casa, ma senza portare alcuno striscione perché a tal proposito la legge è molto restrittiva e crea più grattacapi del dovuto. I soci che preferiscono non andare allo stadio, seguono spesso le partite insieme, così come accade per le trasferte. Per quanto riguarda invece le gare di cartello, non manca l'organizzazione di pullman per il San Paolo".
Svolgete anche altre attività che vanno al di la del Napoli?
"Capita non di rado che durante l'estate organizziamo tornei di calcetto o di pallavolo, mentre nel periodo natalizio che si accinge ad arrivare è d'obbligo la classica e divertente tombolata…".
C'è anche un impegno nel sociale?
"Per quanto riguarda questo aspetto non manchiamo di partecipare, anche economicamente, ad eventi o manifestazioni con i bambini, con i portatori di handicap e cose del genere. Talvolta ci organizziamo anche per accompagnare i minori allo stadio".
Vi è mai venuto a trovare qualche calciatore azzurro?
"All'inaugurazione abbiamo ospitato il nostro portiere, Gennaro Iezzo. Poi di tanto in tanto è passato da queste parti anche qualche altro calciatore come Blasi o Bogliacino, e questo perché siamo molto vicini a Cerreto Sannita, dove si trova il centro del dottor. De Nicola e dove i calciatori azzurri infortunati vengono a fare terapia".
Il momento più bello, che Lei ricorda con emozione, vissuto tra le mura del Club Napoli di Gioia Sannitica…
"Senza dubbio la partita di Marassi contro il Genoa che segnò il nostro ritorno in Serie A dopo anni di sofferenze. Ricordo che quella sera ci fu una grande festa in paese, e in molti ci recammo a Capodichino per accogliere la squadra. Un altro episodio che mi torna in mente con piacere è la vittoria dello scorso anno all'Olimpico di Torino contro la Juventus. Anche in quel caso successe un putiferio…".
Chiudiamo con una domanda da addetto ai lavori: quali sono gli obiettivi di questo Napoli secondo il presidente del Club di Gioia Sannitica?
"Sicuramente gli azzurri devono puntare al quarto posto, perché ci sono tutti i mezzi per raggiungere la zona Champions. Per quanto riguarda l'Europa League, purtroppo credo che non andremo molto avanti perché ho la sensazione che la società abbia tutta l'intenzione di puntare sul campionato".
Avesse le idee così chiare anche il nostro amato presidente De Laurentiis…
