GIOCHIAMO A NASCONDINO…

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C’è chi nasce tondo e diventa quadrato. Per usare un paragone meno geometrico e che renda più l’idea, c’è chi nasce piromane e poi diventa pompiere. Tra questi troviamo un certo Walter Mazzarri, che per sua indole, prima dell’avventura in azzurro, era tra i piromani più popolari del pallone. E perché no, anche Aurelio De Laurentiis, che per certi versi piromane lo è tutt’ora, ma che in altre situazioni gioca il ruolo di capo dei pompieri. Si parla ovviamente di obiettivi, ma non si capisce se questa metamorfosi sia dettata solo dalla scaramanzia o dalla convinzione di non poter competere ancora per il massimo traguardo nazionale: il tricolore. "Ancora con questa storia dello scudetto? Dopo una buonissima cena già volete essere saziati per l'eternità? – ha detto ieri il presidente azzurro in occasione dei festeggiamenti di San Gennaro – Le prossime buone cene, invece, bisogna ancora guadagnarsele". Eppure il campo ha dimostrato diversamente, con gli azzurri che hanno dato un segnale forte sia a Manchester che nelle due sfide di campionato contro il Cesena e i campioni d’Italia del Milan. Che a Napoli sia necessario sempre mantenere i piedi per terra onde evitare capitomboli? Forse, ma intanto continuare a giocare a nascondino sarà difficile se l’undici partenopeo dovesse continuare su questa strada. E domani c’è già il Chievo: altra squadra spauracchio del Napoli. Se anche questa dovesse andar bene, allora Mazzarri e De Laurentiis potrebbero nascondersi solo dietro una lastra di vetro…

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