Empoli, Valdifiori: “Se arrivasse la chiamata di una big la prenderei in considerazione”

POMPEI – Premiazione per Mirko Valdifiori: il playmaker dell’Empoli, rivelatosi uno dei migliori registi della Serie A dopo anni di gavetta nelle serie minori, è stato premiato come Calciatore Rivelazione dell’anno Football Leader. Per l’evento il giocatore si è presentato al centro commerciale La Cartiera di Pompei, dove ha ricevuto il meritato riconoscimento: “Ricevere un premio così importante al primo anno di Serie A è un motivo di orgoglio per la strada percorsa: ho iniziato dalla Serie C. La realtà di Empoli ormai è conosciuta, siamo sempre disponibili con i compagni di squadra per cercare di fare il meglio: l’importante è dare sempre il massimo“.

Il centrocampista dei toscani ha poi proseguito parlando del Napoli, squadra a cui è stato accostato a più riprese: “Ci sono state molte voci, essere accostati a una squadra di quel livello è un onore ma io non so niente. Deve ancora finire il campionato, so che il mio procuratore e l’Empoli si stanno confrontando ma niente di concreto. Pirlo? E’ il numero uno al mondo da vent’anni, cerco di imparare ciò che fa lui e di replicarlo con l’Empoli. I miei obiettivi? Confermarmi in Serie A, questa è stata una grande annata ma voglio confermarmi sperando che il mio lavoro continui ad essere apprezzato“.

Qualche parola anche su Maurizio Sarri: se Valdifiori è stato la rivelazione di questa Serie A a livello di calciatori, il suo allenatore lo è a livello di mister. “Ci aiutiamo a vicenda: lui è meticoloso, prepara le partite nei minimi dettagli, concediamo ai big il meno possibile. Abbiamo espresso il nostro gioco con umiltà e forza, siamo cresciuti di giornata in giornata con applicazione e voglia di stupire. De Laurentiis? Il mio procuratore me ne ha sempre parlato bene, di persona non ci siamo mai incontrati. Se arrivasse la chiamata di una big la prenderei in considerazione“.

Parole anche per la Nazionale del CT Antonio Conte: “Conte e gli altri giocatori mi hanno accolto bene, mi hanno fatto sentire parte del gruppo, il mister mi ha detto che lui guarda solo il campo. Non regala niente a nessuno, quindi possiamo avere opportunità anche se giochiamo in piccole squadre. L’errore da non commettere? Non mollare mai. Giocare a calcio è il sogno di ogni bambino, ho avuto la fortuna di esplodere ma ho anche vissuto momenti difficili. Ci vogliono tanti sacrifici, se a 26 anni sei ancora in Serie C magari qualche dubbio ti viene, ma io avevo molta voglia di arrivare in Serie A: come ci sono riuscito io può riuscirci chiunque“.

Uno sguardo al campionato di Serie A: “La Lazio mi ha impressionato, è una squadra forte e compatta. Pure Roma e Napoli meriterebbero la Champions, sono tre grandi squadre“.

 

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