EMERGENZA NAPOLI: DOVE E’ FINITA LA DIFESA?

Non poteva durare a lungo, tutti lo sapevano. Il momento di grazia di Morgan De Sanctis sembra ormai svanito ed i risultati, impietosi, suonano ora come un campanello d’allarme. Nelle ultime 10 sfide di campionato il portiere azzurro ha raccolto la palla in fondo alla rete per ben 13 volte, con una media quindi di 1,3 gol subiti a partita. Un dato questo che sembra riflettere l’involuzione del reparto arretrato azzurro, che nella parte centrale della stagione era stato fra i meno battuti in serie A. Esaminando il perché di questa crisi emergono non pochi particolari. In primis la partenza di Contini e Datolo e i perenni problemi fisici di Dossena hanno spesso impedito a Salvatore Aronica di occupare la linea difensiva per essere impiegato da esterno di centrocampo, ruolo di sicuro a lui meno congeniale. Il fantasma di Santacroce, invece, ogni tanto sembra riapparire a Castelvolturno, ma praticamente l’eterna promessa italo-brasiliana non è mai scesa in campo fino ad ora, se non con la Primavera.

 

Salvatore della patria è stato fino ad oggi Gianluca Grava, passato nel giro di pochi mesi da panchinaro inamovibile a pedina fondamentale nello scacchiere azzurro. I muscoli di argilla di Campagnaro lo hanno spesso costretto ai box, anche se nelle ultime partite sembra stia trovando maggiore continuità. Ciò che preoccupa però maggiormente l’ambiente partenopeo è la tenuta fisica di giocatori che praticamente mai nel corso della stagione hanno avuto ricambi. Ed allora ci si interroga sul perché sia stato lasciato partire Contini con estrema facilità e ad un prezzo tutto sommato basso per il suo valore (diritto di riscatto fissato in 2,5 milioni). Sta di fatto che la contemporanea squalifica di Aronica e Cannavaro per la prossima sfida con il Bari mette di nuovo in crisi la scelta dell’undici titolare da parte di mister Mazzarri, costretto ancora una volta a non poter scegliere ma ad accontentarsi. Ma se le colpe non possono essere scaricate sui giocatori, perché di infortuni più o meno seri statisticamente ce ne sono parecchi nel corso di una stagione, pesanti responsabilità ricadono come un macigno su una società che non ha saputo prevenire i pericoli di un campionato così lungo decidendo di rimanere immobile nel mercato di gennaio. Lo staff dirigenziale azzurro ha ritenuto troppo oneroso investire sull’acquisto e di un difensore e di un attaccante, sfoltendo solo la rosa cedendo fra i tanti Contini, Datolo e Pià. Il caso vuole che proprio queste cessioni oggi facciano rumore. Avere due soli attaccanti disponibili in rosa e tre soli difensori arruolabili per la prossima sfida di certo crea almeno qualche dubbio sul buon operato nel mercato di riparazione. Se tanti soldi erano già stati investiti, e male, nel mercato estivo, per lottare per qualcosa in più e dare nuove speranze ai sogni di una città si doveva quantomeno acquistare qualche sostituto all’altezza per prevenire eventuali situazioni di emergenza come quella in cui sembra piombata la squadra da qualche settimana.

 

Inutile quindi rimarcare che tante altre formazioni appaiono ben più organizzate rispetto al Napoli per ambire a competizioni europee. Basti pensare ad una Fiorentina che contro l’Inter capolista si permette il lusso di far riposare fino all’80esimo minuto un bomber come Gilardino, solo per dirne una. Ed allora tutti i nodi vengono al pettine prima o poi e se anche quest’anno una qualificazione europea sarà mancata, sarà solo il fallimento di uno staff dirigenziale non maturo abbastanza per competere ai massimi livelli del calcio internazionale. E intanto quel Montali che tanto sembrava vicino al Napoli, oggi è portato in trionfo da una città come Roma che dall’alto verso il basso guarda tutta la serie A. E i rimpianti all’ombra del Vesuvio aumentano sempre più: ma siamo dunque sicuri che la colpa sia sempre e soltanto degli arbitri? A voi le risposte…

Translate »