NAPOLI, NULLA E’ PERDUTO MA SI CHIEDE COERENZA E TRASPARENZA
Programmare a Napoli, in qualsiasi settore, è molto difficile. In presenza delle reali ed oggettive difficoltà che un imprenditore potrebbe incontrare, è doveroso fornire adeguate risposte alle attese di un popolo che, atavicamente, attende un serio riscontro alle necessità del vivere quotidiano per dare un senso alla propria esistenza. E’ chiaro che di fronte a tali richieste, il progetto deve essere serio, credibile, soprattutto, trasparente. Le remore per rendere trasparente un progetto, in fase programmatica, derivano dalla considerazione che in presenza di un qualsivoglia, legittimo, rallentamento dello stesso, prevale l’ansia del popolo partenopeo. Un’apprensione indotta dalla percezione di attendere, inutilmente, qualche evento favorevole che corrisponde ad un sogno, un dovuto fisiologico svago, un interesse oppure una necessità di vita. A volte, indipendentemente dalle proposizioni motivazionali di un imprenditore, una chiara trasparenza del progetto in causa non solo eviterebbe le conseguenti contestazioni di coloro che verificano l’eventuale rallentamento dell’iter programmatico ma lo renderebbe credibile al punto tale che verrebbe focalizzato nel tempo e non riferito ad una immediata e completa realizzazione.
Riconduciamo il tutto ad un settore che rappresenta uno spaccato di vita quotidiana ovvero all’industria del calcio che, purtroppo, si è impossessata del necessario svago e della sana passione sportiva e competitiva di un utenza che viene definita tifoseria. Il seguito che ha lo sport principale in Italia costituisce la linfa di un circuito, anche e soprattutto mediatico, che produce rappresentazioni molto redditizie e, variamente gratificanti, per gli attori ed i produttori di tale spettacolo. Entrando nello specifico, il riferimento a tale situazione potrebbe essere formalizzato alla S.S.C. Napoli che, probabilmente, per le premesse sopraindicate, ha ritenuto opportuno non manifestare completamente e pubblicamente gli obiettivi stagionali. Questo atteggiamento assume particolare significato dopo che De Laurentiis ha speso la considerevole cifra di 52 milioni di euro, un ingente investimento che lasciava presupporre una grande competitività di una squadra in grado di centrare un prestigioso traguardo: la Champions League. Alla vigilia della stesura del consuntivo stagionale, oltre a prendere atto di un probabile ridimensionamento, almeno per il momento, per questo obiettivo, bisogna constatare che società quali il Palermo e la Sampdoria, pur con una spesa minore, stanno per centrare una aspirazione più volte pubblicamente dichiarata dai loro presidenti: l’Europa. Resterà da vedere solo a quale competizione continentale parteciperanno nella prossima stagione. Comunque, le due società potranno dire, nel caso conservassero le attuali posizioni di classifica fino al termine del campionato, di aver mantenuto fede alle promesse fatte ai tifosi. La tifoseria partenopea si chiede il motivo per cui la dirigenza azzurra non ha mai dichiarato: “Puntiamo alla Champions League o all’Europa League.” Un’eventuale risposta a questo interrogativo potrebbe scaturire da una riflessione: “La Società non ha chiaramente e pubblicamente svelato l’obiettivo europeo per la preoccupazione di non poter lavorare tranquillamente, per scaramanzia oppure per il timore di non centrare l’obiettivo e di conseguenza venir meno alle promesse fatte ad inizio stagione.” Il d.s, Bigon ha, recentemente, affermato che alla dirigenza partenopea interessa, innanzitutto, la crescita graduale della squadra. Affermazione legittima e comprensibile qualora la Società non avesse investito tanto sul mercato estivo e nel caso che la zona “Europa” nel corso del campionato, non fosse stata vicinissima come al giro di boa degli ultimi due campionati.
Aurelio DeLaurentiis, stimato ed affermato imprenditore cinematografico, ha restituito il calcio alla città di Napoli, ha messo in atto un progetto serio e validissimo, ha seguito l’avanzare del suo progetto e la squadra con enorme passione e completa professionalità ma, probabilmente, si è affidato ad uno staff tecnico-dirigenziale che, pur svolgendo molto bene la prima fase della programmazione, non è risultato idoneo a condurre le fasi successive di tale ambizioso disegno.
Un’ultima considerazione riguarda i continui torti arbitrali subiti dal Napoli ovvero direzioni di gara che hanno penalizzato, pesantemente, la squadra azzurra durante questa stagione. Ebbene Zamparini, con grande convinzione e determinazione, ha più volte manifestato l’intenzione di voler andare in Europa. Con queste dichiarazioni, il presidente del Palermo, ha inviato un chiaro segnale al settore arbitrale convinto che, in presenza di queste affermazioni, “gli arbitri ti tutelano e rispettano di più …” Nessuno potrà sapere se questo segnale è stato recepito o meno dai direttori di gara, ma, sicuramente, è stato rilevato da buona parte dei supporter partenopei.La coerenza, intesa nel vero senso del termine ovvero “Conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico” deve essere un presupposto necessario per il buon fine di un progetto ambizioso ma il tutto, per il rispetto dovuto ad una tifoseria appassionata e partecipe come quella napoletana, deve avvenire con la massima trasparenza.
