DIMENTICANDO BILBAO…
Di nuovo corsari. La paura più grande era quella di ritrovarsi a Cesena un Napoli fin troppo sazio sia dalla straordinaria vittoria conquistata a Doha contro la Juventus , sia dopo le lunghe e spesso devastanti festività natalizie. L’avversario era uno di quelli talmente “piccoli” sulla carta al cospetto degli azzurri da mettere paradossalmente quasi paura. Poteva apparire un fin troppo noto “dèjà vù” la trasferta degli azzurri a Cesena , ricordando quanti punti i partenopei sono riusciti a perdere , lungo il corso del campionato , proprio contro compagini di bassa classifica. Niente di tutto questo. Il Napoli compie finalmente quel passo di maturità mai dimostrato fino a questo momento , rifilando quattro reti agli uomini di Di Carlo , in partita solo per i primi venti minuti di gara. Intelligente anche il turn-over adottato da Rafa Benitez : saggia la mossa di far riposare , in vista Juventus , Koulibaly , giusto riproporre il duo sostanzioso in mediana Lopez-Gargano , sacrosanto concedere nuovamente una possibilità al sorprendente De Guzman in luogo di uno spento Mertens.
Il ritorno dei grandi. Ma ciò che sorprende della partita di ieri è stato rivedere nuovamente negli occhi dei top player azzurri una voglia ed una motivazione che quest’anno raramente avevamo notato successivamente alla cocente eliminazione degli azzurri contro il Bilbao. La Supercoppa conquistata prima di Natale ha decisamente caricato l’ambiente azzurro , ancor più rinvigorito dal calore estremo dimostrato dalla tifoseria in occasione dell’allenamento al San Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sfida contro il Cesena. Un pubblico maturo , pronto per il definitivo salto di qualità. E questo gli azzurri lo hanno percepito immediatamente , data la straordinaria prova concessa da Higuain , dal ritorno al goal di Callejon , ma anche di un Marek Hamsik , uomo assist ed uomo goal a conferma dei convincenti miglioramenti espressi a Doha.
Ma la società sarà all’altezza? Si sbagliava dunque De Laurentiis. Ma questo , noi napoletani , lo sapevamo già. Dopo mesi e mesi di latitanza , il patròn azzurro ha rotto l’algido muro di silenzio successivamente alla conquista della Supercoppa. Una mossa preventivabile , un copione già letto neanche fosse un cinepattone. Un “ mea culpa “ a metà quello del Presidente che , nonostante abbia ( in ritardo) ammesso di aver sparlato a sproposito in estate sulla conquista dello scudetto , non ha perso occasione per accusare l’ambiente napoletano di non essere ancora maturo per la conquista del tricolore. Ma i tifosi hanno risposto con i fatti e sarebbe divertente chiedere al patròn azzurro quale club di vertice può vantare una tifoseria che riempie uno stadio di serie A per una sola partita di allenamento. La sensazione è che l’unica componente davvero non matura per la conquista del titolo sia proprio la società : Benitez , da persona intelligente qual è , rispedisce puntualmente la palla a De Laurentiis sulla questione rinnovo. Le condizioni sono chiare e sacrosante : investimenti sul settore giovanile e sulle strutture. Altrimenti , arrivederci e grazie. Lo spagnolo vuole una società in progressiva crescita e sembra che i tifosi lo abbiano capito e vogliano appoggiarlo , spostando il tiro proprio su una società che sembra invece preferire l’ormai conosciuta strada del “ tirare a campare”. Gli acquisti di Gabbiadini e Strinic ( che sembrano più dettate dalle assenze forzate di Insigne e Ghoulam che ad una volontà di rinforzarsi realmente) non possono bastare. Il Napoli ha evidenti lacune a centrocampo ed in difesa ma pare che nulla verrà fatto ,a meno di improbabili cessioni. La solita “filosofia aureliana” , insomma. Ed è un gran peccato. Perché , riguardando la gara di ieri e quella sofferta ma bellissima contro la Juventus , l’impressione che si ha è quella che , con un paio di interpreti più azzeccati , questo Napoli potrebbe davvero spiccare un volo definitivo. Parafrasando un grandissimo artista napoletano che ci ha lasciato due giorni fa , “Napul’è mille culure “ . Specialmente quando si tratta di dimostrare l’amore spassionato ed infinito verso la propria squadra.
Rifletta , Presidente.
NICOLA MOSCATO

