DALLE PAROLE AI FATTI

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Fine delle parole, da oggi si torna a parlare di campo. Archiviamo queste due lunghissime settimane di sosta che hanno segnato profondamente la storia del club. E' arrivata la tanto auspicata svolta sia a livello dirigenziale che tecnico. Un lifting profondo, violento e inevitabile. Ora tocca al campo, ciò che in fin dei conti interessa maggiormente i tifosi. E qui la patata bollente è finita nelle mani di Walter Mazzarri, uno che non ruba l'occhio ma che sa trasmettere alla propria squadra disciplina tattica e carattere, cose che il sopravvalutato, e a questo punto bruciato, Donadoni non ha saputo insegnare ai giocatori. Si è parlato tanto di tattica in questi giorni vuoti di calcio giocato. Piccola parentesi: Lippi si si stupisce, si agita e sbotta per le proteste dei tifosi invece di interrogarsi sul perchè. Molto semplice: la nazionale dovrebbe essere di tutti, il ct invece la tratta come se fosse un bene privato. Risulta dunque impossibile affezionarsi  a questa strana creatura che è tutto fuorchè espressione della sempre presente passionale popolare. E' una cerchia elitaria e, si sa, le cose riservate a pochi non portano a nulla di buono. Precisazione sentita e dovuta. Dicevamo della tattica, anzi del modulo. In molti hanno storto il naso poichè il nome Mazzarri è sinonimo di 3-5-2. Ni. Nel senso che si scrive così ma si legge in modo diametralmente opposto al goffo tentativo di Donadoni e nemmeno si avvicina allo stile rejano che, con molte lacune, ha comunque portato a casa i suoi bei risultati. Riguardate Samp o Reggina e vi accorgerete delle differenze sostanziali tra questi modelli. Ne gioverà Hamsik, visto quello di buono che ha saputo far tirare fuori all'omologo blucerchiato Sammarco, posto tra linee in una sorta di 3-4-2-1. Rifiaterà Quagliarella, dopo il lavoro massacrante spalle alla porta di queste prime giornate. Vedremo un nuovo Lavezzi dopo aver apprezzato un Cassano rigenerato, non più giocatore di pallone ma finalmente di calcio. Last but not least potremo osservare una squadra maschia, magari non bella, ma che sputerà sangue davanti alle difficoltà e non si metterà più a piagnucolare nell'autocommiserazione. Sotto con il Bologna, squadra tra le più modeste della categoria, per un assaggio in vista del trittico che traccerà un primo bilancio del nuovo corso napoletano. 

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