Come ti getto il prog(g)etto
Se diciamo che la Roma è nella crisi più nera degli ultimi due anni non scopriamo certo l’acqua calda. Per la precisione è il momento peggiore degli ultimi 21 mesi, perché il 26 maggio 2013 i giallorossi toccavano il punto più basso della loro storia recente, perdendo Coppa Italia ed Europa League in un colpo solo, per giunta in un drammatico derby contro la Lazio. Da lì in poi, toccato il fondo, non si poteva che risalire. In effetti più che una risalita c’è stata una rinascita, perché si è passati in pochi mesi dall’essere i derelitti d’Italia al lottare con la Juve per lo scudetto. Un risultato non da poco, un risultato che porta la firma in calce di Rudi Garcia. Vallo a spiegare a chi si è giocato pure la memoria a breve termine.
Ok, non è un gran momento, ma sentite questa: la Roma nel 2015 è ancora imbattuta in campionato. Incredibile ma vero, l’unica partita che ha perso è quella di Coppa Italia contro la Fiorentina. Poi 6 pareggi e 2 vittorie in 8 partite, che appunto non è un ruolino da corsa Champions ma non è neppure un disastro totale. Eppure a sentire i tifosi e le radio locali sembra quasi che la squadra navighi a vista in zona retrocessione e senza uno straccio di prospettiva. Un anno e mezzo di gestione Garcia buttato alle ortiche in un mese e mezzo, addirittura c’è chi chiede la testa dell’allenatore che è riuscito a riesumare un gruppo ridotto a uno straccio, riportandolo in alto. Pjanic non gira più, Totti è un campione ma va pur sempre per i 39, Destro è stato venduto e fra difesa e centrocampo è un’epidemia di infortuni. Si è sbagliata qualche scelta, questo è vero così come è vero che alla fine la Champions si è fatta sentire; ma non è davvero tutto così tragico come lo si dipinge. La Roma è seconda, lo scudetto probabilmente è andato ma basterebbe poco per ritrovare lo smalto giusto e chiudere bene la stagione con la piazza d’onore in campionato e un buon piazzamento in Europa League. I calciatori sono gli stessi di inizio anno, quando facevano sfracelli e spaventavano la Juve, devono solo ritrovare fiducia in se stessi. Impresa titanica quando di fronte hai una piazza che ha già iniziato i processi preventivi, che parla di addio al tecnico, che sta sparando contro tutti, a partire dai senatori che dovrebbero essere sempre i più intoccabili. Eccolo qui, il vero limite di Roma e della Roma. È impossibile crescere senza mettere in conto qualche passo falso, è impossibile programmare se si vuole sempre tutto, subito e bene. Anzi non bene, benissimo. Il gruppo è in difficoltà palese, psicologica ancor prima che tecnica, un atteggiamento così disfattista non può che peggiorare le cose. È talmente difficile capirlo?
La buona notizia è che, in tutto ciò, chi potrebbe avvalersi di questa crisi di nervi è proprio il Napoli, che contro la Roma scoppiata sta per completare una fantastica rincorsa al secondo posto. I giallorossi in Italia (e forse anche in Europa League) sono gli unici che possono tener testa alla squadra di Benìtez, ma non certo in queste condizioni. Sulle ali dell’entusiasmo gli azzurri possono chiudere la stagione in maniera trionfale, e con un altro paio di risultati favorevoli saranno anche gli unici artefici del proprio destino. Però magari impariamola una lezione dal caso-Roma, l’unica squadra al mondo che è seconda in classifica e parla di fallimento. La dimostrazione palese che se nei momenti più complicati viene meno anche il supporto dei tifosi diventa tutto ancora più difficile di quanto non sia. Che dite, vi fischiano un po’ le orecchie?
ANTONIO PAPA

