Colpi di testa

 C’è chi ci ha scherzato su, per sdrammatizzare, e vabbè. Poi c’è chi davvero pensava che Miguel Britos ha fatto bene a dare quella testata a Morata, perché ci ha visto una sorta di ‘liberazione’ dall’oppressore ispano-juventino. A questi ultimi consiglio qualche buona seduta di psicanalisi, mentre i primi confesso di invidiarli un po’. Io non sono riuscito a restare lucido né a sdrammatizzare né a vederci nulla di buono. È un gesto che va stigmatizzato e preso ad esempio per una punizione. Tanti, troppi motivi per non passarci su.

Ok, vorreste dargli la frustrazione da partita persa e tutte le altre attenuanti generiche. Eppure non era ancora persa, non del tutto almeno. Probabilmente se giocavano altri 90 minuti il Napoli non la buttava dentro uguale, però se in quei 30 secondi il pallone si ritrova all’improvviso nell’altra area magari qualche miracolo può pure scapparci. Immeritatissimo, per carità, in questo il gesto di Britos ha un qualcosa di profondamente giusto, quasi un contrappasso. Invece rigore, 3-1 e tutti a casa. Anche peggiore è l’esempio dato a chi si sta approcciando in questo momento al calcio, magari vede il papà che salta sul divano esultando alla testata e pensa che sì, quando si perde è giusto rompere il naso al ‘nemico’. Ingiustificabile, imperdonabile. Mettiamoci pure che Britos è un chiodo e aveva già regalato il gol a Pereyra, sarà ingiusto ma quando la cazzata la fa uno così ti viene anche più semplice, quasi liberatorio, dargli addosso. È la legge del più forte, quindi non certo quella che lo ha visto in campo così spesso quest’anno.

Adesso chissà cosa riserverà il futuro al ‘capoccia’ Miguel, uno che a Napoli gode di una stima tale da essere stato ribattezzato “Brividos” dai suoi stessi tifosi. I giustizialisti potrebbero anche invocare il licenziamento per giusta causa, visto che il suo colpo di testa (in ogni senso) ha rischiato di portare un grave danno al Napoli e visto che cederlo adesso sarà ancora più difficile. Forse è un po’ troppo, ma magari è il caso di prendere la palla al balzo e accantonare un calciatore che non ricordiamo certo per prestazioni indimenticabili in maglia azzurra, sebbene di chance ne abbia avute pure troppe. Sapete qual è la parte più ironica in tutta questa storia? Che Miguel Britos in campo potrà anche non essere mai stato una cima, eppure è stato capace di farsi più fan adesso che in tutta la sua esperienza napoletana, proprio nel momento più basso della sua carriera. E questo la dice lunga su tante cose.

 ANTONIO PAPA

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