CIGARINI SOTTO ESAME, CON MAZZARRI RISCHIA IL POSTO

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Ritmo e reattività, corsa e rapidità, movimento senza palla e aggressività. Il credo di Walter Mazzarri è già chiaro a tutti. Lo studio della sua nuova squadra prosegue senza soste, per plasmare il Napoli a sua immagine e somiglianza ci vuole del tempo ma i punti cardine del suo lavoro sono già evidenti. Correttivi vanno apportati un po’ ovunque, pur mancando pedine basilari in alcuni ruoli. Si sta lavorando molto su movimenti e meccanismi, nuovi rispetto a quelli di Donadoni.

L’impressione è che Mazzarri difficilmente cambierà tanto nella gara di domenica contro il Bologna. Se il 3-4-3 è il punto d’arrivo, il 3-5-2 sarà la base di partenza. Chiede ai difensori un’organizzazione diversa da quella avuta sino ad oggi e l’idea di impiegare Aronica a sinistra è il segnale di una difesa che all’occorrenza deve essere pronta a schierarsi a quattro. In attacco avrà a disposizione Lavezzi e Quagliarella rispettivamente venerdì e giovedì, giusto il tempo di presentarsi, verificare la condizione e spiegare qualche movimento da effettuare per mettere in difficoltà la retroguardia del Bologna. Nel frattempo tiene sotto osservazione Denis, unica vera prima punta di ruolo.

A centrocampo Mazzarri si trova senza grandi alternative, mentre è proprio lì che necessita di maggiori garanzie per il tipo di gioco che intende far esprimere al suo Napoli. Una squadra veloce e aggressiva dovrà esserlo innanzitutto nel mezzo. “A Genova lasciavo fuori Volpi, un leader, perché mi rallentava troppo il gioco”. La precisazione suona chiara e forte per Luca Cigarini, uno dei principali acquisti estivi ma anche oggetto misterioso fino a questo momento. Il regista dell’ultima under 21, pur avendo nelle corde la capacità di giocare di prima e con la testa sempre alta, non si è ancora espresso al cento per cento. Vuoi per deficienze complessive del gioco di squadra, vuoi per normali difficoltà di ambientamento. Per questo, pur essendo il centrocampista più esposto a perdere il posto, Mazzarri sin da domenica gli darà fiducia. Fiducia a tempo, perché se il play non farà girare la squadra come vuole lui, per Cigarini si apriranno le porte… della panchina. Grandi alternative non ce ne sono, ma nel passaggio al 3-4-3, in mezzo al campo Mazzarri potrebbe utilizzare gente più svelta come Bogliacino, Hamsik o Datolo al fianco del “mota” Gargano. Cigarini, ma non solo lui, sotto esame dunque. Di certo, Mazzarri non è tecnico che “ama” i registi classici, non ne fa giocatori indispensabili per il suo calcio, tutto poi dipende da come l’ex atalantino riuscirà a calarsi nella nuova veste. A buoni intenditor poche parole, il toscano non farà sconti a nessuno.

 

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