CAVANI RIALZA IL NAPOLI

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ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Masiello, Lucchini, Manfredini, Peluso; Schelotto, Cigarini (85’ Bonaventura), Carmona, Padoin; Moralez (81’ Marilungo); Denis (90’+2 Gabbiadini). A disposizione: Frezzolini, Ferri, Minotti, Tiribocchi. All. Colantuono

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez (69’ Maggio), Cannavaro, Campagnaro, Zuniga, Gargano, Dzemaili (73’ Santana), Dossena; Hamsik, Pandev (62’ Lavezzi); Cavani. A disposizione: Rosati, Aronica, Fideleff, Maggio, Chavez. All. Mazzarri

Arbitro: Orsato di Schio,  assistenti di linea: Di Liberatore-Romagnoli, quarto uomo: Giannoccaro

Marcatori: 64’ Denis, 90’+4 Cavani

Ammoniti: Dzemaili, Campagnaro, Schelotto, Zuniga, Fernandez, Cigarini, Consigli.

Recupero: 2’ p.t. – 3’ s.t.

All’Atleti Azzurri d’Italia il Napoli arriva dopo i tre punti d’oro conquistati contro il City in Champions e con un turn over ponderato da parte di Mazzarri per ovvie ragioni legate agli impegni ravvicinati. In difesa Aronica lascia il posto a Campagnaro, mentre Fernandez occupa il settore di destra. Inler non viene convocato perché ha ancora dolore alla schiena dopo la contusione subita nella gara di martedì e, così, il duo di centrocampo per stasera è formato da Gargano-Dzemaili. Zuniga rileva dal primo minuto Maggio e Dossena resta a sinistra. In attacco, infine, Lavezzi parte dalla panchina e al suo posto c’è Pandev a comporre il trio offensivo con Hamsik e Cavani. Colantuono risponde con i migliori undici, preferendo Padoin a Bonaventura e schierando Carmona al fianco di Cigarini per l’indisponibilità di Brighi. In attacco agisce la coppia inamovibile Denis-Moralez.

Primo tempo: Dopo aver osservato un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione di Messina, la partita inizia a vista d’occhio con le squadre che preferiscono studiarsi per non rischiare troppo. Il Napoli sembra voler fare la partita sin dalle prime battute, ma l’Atalanta adotta un atteggiamento difensivo troppo irruento come dimostra l’intervento a gamba tesa di Cigarini su Cavani. Il centrocampista viene solo avvisato dall’arbitro Orsato, che dopo pochi minuti ammonisce con un metro diverso il fallo in ritardo di Dzemaili su Denis, l’altro ex di turno. La prima vera occasione per i partenopei arriva al 19’ sulla fascia gestita da Zuniga che, affondando a più riprese, lascia partire un tiro-cross velenoso respinto con affanno da Consigli. Al 26’ De Sanctis impiega i suoi guantoni per bloccare un colpo di testa di Denis. Insiste, però, il Napoli con altre iniziative messe in atto da un Dzemaili in forma che va alla conclusione un paio di volte, tiro su punizione compreso, dimostrando di voler incidere accompagnando la fase offensiva. L’Atalanta risponde a tratti cercando di sfruttare eventuali errori della difesa azzurra, non a caso i due attaccanti nerazzurri restano molto alti mettendo pressione ai difensori partenopei. La gara non si sblocca, ma i ritmi restano alquanto elevati da ambedue le parti. Denis e Carmona cercano di impensierire l’estremo difensore azzurro che dai loro tiri dalla distanza non si fa cogliere impreparato. A differenza della squadra azzurra che risulta più precisa e convinta di pungere, gli orobici mostrano una certa frenesia tale da comportare alcuni sbagli nel corso della prima frazione: il primo commesso da Moralez che scaturisce la ripartenza del Napoli sull’asse Cavani-Hamsik, ma il traversone al centro dello slovacco è preda facile dell’estremo difensore orobico; il secondo più pericoloso è di Manfredini che, disimpegnandosi in modo maldestro, serve Dzemaili per una conclusione destinata oltre la traversa. Niente più dopo due minuti di recupero con le squadre che rientrano negli spogliatoi.

Secondo tempo: l’Atalanta inizia a prendere le misure e mostra di voler colpire subito con Carmona che tira di poco a lato, poi Padoin non riesce a trovare la battuta decisiva dopo una respinta debole di Dossena. Il Napoli cerca di produrre gioco sulle fasce, principalmente a destra, dove Zuniga arriva più volte al cross ma la difesa orobica fa buona guardia. Al 58’ Denis colpisce la traversa con una girata di destro perfetta in forza e coordinazione. E’ solo il preludio al gol che arriva al 64’ con la firma del carrarmato argentino che, servito da Padoin e con la complicità della deviazione decisiva di Campagnaro, taglia alle spalle di Cannavaro e infila l’incolpevole De Sanctis. Mazzarri decide di chiamare in causa prima Lavezzi, poi Maggio e Santana, tentando il tutto per tutto alla ricerca del pareggio. Il Napoli preme sull’acceleratore e colleziona varie occasioni per riacciuffare gli avversari in testa. Sono tanti i calci d’angolo conquistati e battuti, ma la palla non vuole proprio entrare nella porta difesa da Consigli. L’Atalanta resta arroccata nella propria metà campo e approfitta delle forze fresche di Bonaventura e Marilungo per difendere il vantaggio e bloccare le corsie laterali. Il tempo volge al termine e non sembra esserci più alcuna speranza per il recupero da parte del Napoli che ci prova prima con Lavezzi e poi con Maggio senza troppi patemi per Consigli. Vengono concessi tre minuti di recupero, poi prolungati a quattro per l’ultima sostituzione di Colantuono, ed è proprio all’ultimo secondo che Cavani batte con il piattone sinistro l’impotente Consigli sfruttando nello spazio il suggerimento di Lavezzi. La zampata del Matador è decisiva per la conquista di un punto importante su un campo davvero ostico, dove gli uomini di Colantuono continueranno a dare filo da torcere alle grandi del campionato.

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