Carratelli: “Brutta gara, Rafael decisivo”

Qualificazione anticipata del Napoli ai sedicesimi di Europa League col pareggio a Praga contro lo Sparta (0-0). Contro lo Slovan Bratislava, squadra cuscinetto del girone (zero punti, 1-17 gol), giovedì 11 dicembre al San Paolo, l’occasione per conquistare il primo posto del gruppo I evitando nel sorteggio di beccare formazioni retrocesse dalla Champions. Missione più che compiuta allo stadio sulla collina praghese di Letnà. Con una partita di lotta a tutto campo il Napoli ha imbrigliato lo Sparta e Rafael è stato decisivo due volte.

Dopo essersi strenuamente battuto in ripiegamento, ilNapoli è venuto fuori nel finale e sono sfuggite adHamsik due opportunità per il bottino pieno. Lo Sparta ha giocato con grande padronanza (imbattuto sul suo campo nelle gare europee), ma il Napoli è stato sempre presente sulle linee di passaggio e ha vigorosamente annullato le puntate dei ceki che possono lamentarsi per due occasioni nel primo tempo. La traversa colpita da Husbauer (17′) e, sul rimbalzo, il colpo di testa ravvicinato di Lafata sul quale era reattivo Rafael, grande parata.

Il colpo di testa di Krejci ribattuto sulla linea da Albiol(40′). Nel primo tempo il Napoli propositivo di Benitezrestava nell’aria. Gli azzurri, sotto la pressione dello Sparta, tecnicamente molto valido, interpretavano una partita tutta difensiva, pressing e contrasti, errori e recuperi, corsa e sacrificio, senza fare un tiro in porta. Lo Sparta era inutilmente padrone del campo. Isolato in avanti il centrattacco Lafata (33 anni), ma gran movimento dei centrocampisti con Husbauer tra le linee e Matejovsky (grande gara) che veniva avanti.

La squadra di casa insisteva sulla fascia destra dove il terzino Kaderabk, in costante proiezione offensiva, sfuggendo ad Hamsik, si sovrapponeva a Dockal. Attaccando, lo Sparta non si scopriva mai (Marecek davanti alla difesa) temendo le ripartenze azzurre. Attaccava, lo Sparta, con buone trame e per Gargano e Lopez, i due mastini di centrocampo, era una serata di super-lavoro. Jorginho si faceva vedere poco, impalpabile comeHamsik.

Ma c’era un sensazionale Callejon in copertura e pressing. Pur con qualche erroraccio nei disimpegni, la difesa azzurra, con un maestoso Albiol, spazzava via i pericoli. Rafael era protagonista una seconda volta sviando sulla traversa il tiro di Matejovsky toccato da Britos (76′). Benitez aveva rimescolato la formazione. Mesto eBritos sugli esterni della difesa col rientro di Albiol a sostegno di Koulibaly.

Centrocampo di lotta (Gargano e David Lopez). Cannonieri subito sul prato (Callejon e Higuain). La novità, oltre a Jorginho centrale nel trio di rincalzo al Pipita, era Hamsik sulla fascia sinistra (indisponibili Insigne e Mertens) dove si era spesso allargato contro il Cagliari. Proprio Hamsik era il punto debole sulla sua fascia così cheBenitez, dopo la mezz’ora, portava lo slovacco a destra con Callejon a sinistra per tamponare le iniziative di Kaderabek.

Callejon è stato fantastico per tutta la partita con recuperi e pressing non solo nella sua zona, finendo addirittura da terzino. Mai avremmo immaginato un Napoli, facile a prendere sempre gol, capace di tenere una partita difensiva inchiodandola sullo zero a zero. Nella ripresa, poi, miglioravano Koulibaly e Britos che, nel primo tempo, erano incorsi in qualche svarione. E, nella ripresa, pur avendo Higuain pochi palloni giocabile, la squadra azzurra migliorava anche nelle ripartenze.

Già nel primo tempo, Mesto s’era spinto in avanti. Continuava a farlo nella seconda parte di gara sino al lungo cross sotto porta sul quale Zapata (67′ subentrato a Higuain) e Ghoulam (76′ al posto di Jorginho) fallivano di un soffio la deviazione in rete. Dopo avere a lungo sofferto e contenuto, il Napoli veniva fuori negli ultimi dieci minuti. Succedeva che, con l’uscita di Higuain e l’impiego di Ghoulam sulla corsia sinistra, Hamsik poteva accentrarsi e inserirsi nel cuore del gioco.

Ripetute incursioni partivano da Marek, improvvisamente brillante e determinato. Hamsik andava anche a concludere (81′ colpo di testa di poco oltre la traversa, 85′ palla-gol sparata in cielo). Il Napoli stava ormai giocando con un 4-4-2 arretrando Callejon sulla linea mediana coperta da Gargano, David Lopez e Ghoulam, con Zapata e Hamsik in proiezione offensiva. Andava alla conclusione persino Koulibaly dopo uno scambio conHamsik, ormai faro del Napoli, ma il tiro del difensore finiva a lato (79′).

Forse lo Sparta era stanco (Matejovsky usciva per crampi) e il Napoli brillava minaccioso meritando il pari dopo le tre occasioni dei ceki con i due prodigi di Rafael sul colpo di testa di Lafata e nella deviazione in punta di dita della velenosa conclusione di Matejovski. Ma anche Albiol aveva sfiorato il gol a inizio di ripresa col colpo di testa sul corner di Callejon che Lafata, retrocesso in difesa, rinviava davanti alla linea di porta .

 

il roma

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