Il cappuccino Azzurro- Se cala il ritmo emergono i limiti di Hamsik
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Più che un cappuccino ci vorrebbe un doppio whisky per smaltire la sberla di Torino, e non ci si riferisce solo alla partita. Una delle pagine più tristi della storia recente del Napoli perchè, dopo Palermo, bisognava reagire e si poteva approfittare per agganciare la Roma. Si affrontava un Toro che, seppur forte ed organizzato, veniva dall’impresa del San Mames, probabilmente anche un po’ stanco. Ed invece il Napoli è riuscito a trovare la seconda sconfitta consecutiva in trasferta. Al di là degli errori dei singoli, di cui ahimè ci ritroviamo spesso a parlare ultimamente, è utile soffermarsi sulla chiave tattica del match. Benitez l’aveva forse studiata, partendo in sordina per poi sferrare il colpo nel finale. Ma ancora una volta il Napoli si è ritrovato sotto e non è riuscito a ribaltarla fatto salvo quel palo di Gabbiadini su calcio di punizione. Intendiamoci il risultato forse penalizza anche la prestazione del Napoli, che un pari l’avrebbe pur meritato, ma ciò che preoccupa è la mancanza di qualità in mezzo al campo, l’assenza di una fonte di gioco. Soffermarsi su Gargano e Lopez significherebbe non capirne di calcio. Il problema è diverso, anche di natura tattica. Quando il Napoli non attacca lo spazio, non fa movimento senza palla e cala il ritmo delle giocate dovrebbe sopperire con l’aumento del tasso tecnico. Chiaro che i due mediani sono impegnati soprattutto a fare da scudo alla fase difensiva ed allora passano sotto esame i trequartisti, vera fonte di gioco del 4-2-3-1. In quest’ottica, spesso è stato Lorenzo Insigne a prendere la squadra per mano ed inventare le giocate utili una volta per Callejon con i tagli dettati dal calciatore spagnolo, una volta per Higuain sempre più solo e sconsolato in attacco. De Guzman ieri ha fatto quello che ha potuto e Callejon ha dato una grossa mano in fase difensiva. L’elemento che è venuto ancora una volta meno è Marek Hamsik, lui che avrebbe dovuto prendere la squadra per mano, ispirare la manovra offensiva, fare da raccordo tra centrocampo ed attacco. Sparito, volatilizzato come spesso accade nei match decisivi. Ed allora tanto vale sfruttare la vena realizzativa di Gabbiadini e non in posizione laterale al posto di Callejon che resta utile per l’equilibrio della squadra ma proprio al posto dell’impalpabile Hamsik. Il modulo rimarrebbe lo stesso ma sarebbe un 4-4-2 mascherato con Gabbiadini a fare da spalla, finalmente, ad Higuain che spesso si ritrova solo contro 3 difensori. Perchè chi gioca dietro la punta centrale in quel modulo è proprio la seconda punta e Manolo, pur partendo spesso da destra o da sinistra tende sempre ad accentrarsi. Ci pensi Benitez, il tempo per Hamsik è ormai scaduto come è stato per Rafael…

