BRESCIA – NAPOLI: CACCIA ALLA LEONESSA FERITA
Che strazio. La sconfitta casalinga con il Milan ha sollevato l'ennesimo polverono. Che rabbia nel vedere Ezequiel Lavezzi segnare un eurogol praticamente inutile ai fini del risultato; che indecenza, scoprirsi fragile tutto a un tratto riportando un punto interrogativo su ogni piccola situazione. Che squallore nel vedere e sentire l'esaltazione di chi avrebbe dovuto crollare in pieno senza l'arbitro e senza una fortuna sfacciata.Il tempo passa e con se porta via tutta l'adrenalina accumulata nel giro di due ore e lascia spazio alla razionalità latente che appare solo dopo aver visto e rivisto il tutto. No, non doveva finire così, ma ormai è andata in archivio e mentre si piange su errori commessi, altri riprendono a correre per non farsi trovare impreparati. Certo, il suo nome non lo conosce nessuno a parte quei sei milioni di tifosi partenopei sparsi per il mondo, in compenso tutti conoscono bene lo stipendio dell'altro e almeno 5 persone su 6 lo reputano insensato. Poco importa, certa gente deve cuocere nel proprio brodo poi ci penserà la divina fatalità a darne il colpo di grazia su ciò che più sentono: il 14 Novembre, l'Inter vincerà il derby.Il Napoli, invece, dovrà rialzarsi ancora una volta ma senza far finta che nulla sia successo, anzi, dovrà stamparsi nella testa quella prima mezzora di lunedì sera regalata a chi non aspettava altro che un motivo per essere spavaldo; dovrà piazzarsi come un chiodo al centro della fronte lo sguardo di quei sessantamila che hanno fatto sacrifici e pagato profumatamente un biglietto per farsi deridere da uno che guadagna 9 milioni l'anno per poi alzare la voce su un social network; questi ragazzi dovranno caricarsi di responsabilità e piazzare la foto dell'avversario sul vetro del bagno come Rocky VS Drago! Già, a Napoli già questo può bastare.La chiosa non poteva mancare: il 30 Ottobre, Diego Armando Maradona compie 50 anni, mezzo secolo di amore incontrastato, di gioie e dolori, di vittorie e delusioni, di sorrisi e lacrime, di cadute e riprese, di parole e pacche sulla spalla, di poliziotti e telecamere, d'inchiostro sprecato e inchiostro ben sfruttato, di soprusi e rivincite, di fine e nuovo inizio, di rose e spine…50 anni di Diego Armando Maradona, mai banale, mai da parte, mai secondo. "Non sarò mai un uomo comune" e mai parole sono più vere; il 30 Ottobre è anche il compleanno di quasi tutta Napoli, già, perchè questa città, dopo di lui, ha visto Gianfranco Zola, Caris Daniel Fonseca, Stefan Schwoch, Emanuele Calaiò, Roberto Carlos Sosa, Marek Hamsik ed Ezequiel Ivan Lavezzi, eppure nessuno ha preso il posto più alto, il posto che spetta a lui, l'unico…Auguri, Re Diego!
Brescia. Giuseppe Iachini non se la passa un granché bene; il Brescia arriva da quattro sconfitte consecutive segnando solo due gol e subendone sei. Resta un campo ostico dove soffrire è all'ordine del giorno nonostante la qualità piuttosto bassa della squadra lombarda. 4-3-1-2 per il Brescia con ritmo lento e spinto dai polmoni dei due esterni difensivi che sostituiscono il lungo lancio appena possibile. La difesa presenta una variabile piuttosto originale: spesso l'esterno destro s'incrocia con il centrale che prova a spingere sulla corsia esterna lasciando, però, spesso delle marcature approssimative; il centrocampo è piuttosto lento e macchinoso bravo più a recuperare che a impostare; l'attacco vive a folate sul gioco aereo di Caracciolo e sull'imprevedibilità di Eder. Ciò nonostante bisognerà capire chi vincerà il ballottaggio per il settore della trequarti e del centrocampo: nel caso dovesse spuntarla Possanzini, allora la squadra potrebbe mostrare a tutti gli effetti un 4-3-3 mentre in mezzo Iachini dovrà scegliere tra la mobilità di Vass e la forza d'urto di Hatemaj.Indisponibili. Mareco, Diamanti, Zoboli
Formazione (4-3-1-2) Sereni (22); Zambelli (15), Zebina (5), Dallamano (23), Martinez (26); Baiocco (17), Hatemaj (56), Cordova (11); Kone (33); Eder (7), Caracciolo (9) All. Giuseppe Iachini
Ballottaggi: Hatemaj 60% – Vass 40%; Kone 70% – Possanzini 30%
Napoli. Stanchi a Catania, sparagnini con il Liverpool e in vena di regali con il Milan. Questo Napoli, in sole tre gare, ha tirato fuori tutti i limiti già accennati ad inizio stagione; solito 3-4-2-1 con squadra larga, ritmo veloce, difesa alta e contropiede di base. Finalmente dovrebbero trovare spazio un po' di turn over visto che giovedì si rinnoverà l'appuntamento europeo con il Liverpool, stavolta in terra inglese. Yebda sostituirà lo squalificato Pazienza, Cannavaro rientra dalla squalifica e Hamsik dovrebbe tirare il fiato. Il dubbio resta per Gargano mentre Zuniga dovrebbe quasi sicuramente prendere il posto di Maggio a destra; Lavezzi partirà ancora una volta da titolare ma non è esclusa la staffetta con lo slovacco, stesso discorso tra Cavani e Dumitru Indisponibili: Pazienza (squalificato), Lucarelli
Formazione (3-4-2-1) De Sanctis (26); Grava (2), Cannavaro (28), Campagnaro (14); Zuniga (18), Yebda (21), Gargano (23), Dossena (8); Lavezzi (22), Sosa (77); Cavani (7) All. Walter Mazzarri
Ballottaggi: Gargano 75% – Blasi 25%; Sosa 50% – Cavani 30 % – Hamsik 20%; Campagnaro 70% – Santacroce 30%
