Bocca: “Con un Insigne così l’Italia può andare lontano”
Facciamo finta di niente, ma non è male l’Italia. Sembra proprio una squadra che si stia preparando a un Europeo coraggioso e orgoglioso. Pare addirittura che Antonio Conte e Lorenzo Insigne, tra cui c’era stata qualche ruggine nell’autunno scorso, possano convivere, e dunque il ragazzo possa esibirsi in gol e giocate di pregio non solo nel Napoli al servizio di Higuain ma anche in nazionale. Dove il talento da qualche tempo purtroppo scarseggia, ma insomma non è del tutto perduto. E si potrebbe addirittura far proficuamente germinare al prossimo Europeo. Quel che tutti immaginavamo guardando da profani il campionato è diventato poi del tutto evidente anche al nostro ct. Che sarà pure in partenza per il Chelsea, ma insomma ha pieni poteri e possibilità di plasmare in questi due mesi una buona nazionale per l’Europeo francese.
L’1-1 con la Spagna significa una bella pacca sulle spalle. Non avessimo avuto il classico momento di distrazione e se l’arbitro avesse visto il fuorigioco di Morata ci sarebbe stata addirittura la vittoria. Lo avremmo persino meritato, ma forse è meglio così. Meglio pensare a come potenziare e migliorare questa nazionale, senza farsi eccessive illusioni. Partite del genere di solito non dicono tutto, anzi abbastanza poco. Per tanti motivi, perché le squadre sono fortemente incomplete, perché si suddividono le forze tra due appuntamenti importanti – Spagna e Germania, ultime campionesse mondiali – , perché sono semplici test e non hanno punti in palio, perché bene o male sono partite scavate a forza dentro al campionato. Ma già l’equilibrio del primo tempo era sembrato una discreta conquista, tenere a bada la Spagna non è facile: e noi lo sappiamo benissimo, perché siamo ancora segnati dalla finale degli ultimi Europei. Anche se la parabola di quella Spagna formidabile ha ormai sorpassato da tempo il culmine.
C’è voluta un’ora buona per scuotere veramente la partita. Ma quando si è riusciti ad accelerare e a verticalizzare il gioco è stata un’Italia gradevole e addirittura convincente. Per il momento non riusciamo a pesare tecnicamente e concretamente la squadra di Conte. Da una parte mi sembra una storia rimasta a metà, senza un grande apporto di giovani – nell’undici titolare – che possano garantirle un futuro, quasi bloccata, dall’altra penso che l’Italia al completo non sia affatto male e che al top della forma se la possa vedere quasi con tutti. Quasi… Se sul corpo della squadra di Udine inseriamo Marchisio, Verratti, Chiellini, Barzagli e soprattutto l’Insigne (più Zaza e Bernardeschi) che abbiamo visto nel secondo tempo abbiamo una squadra assai più completa, più consistente a centrocampo e in difesa, veloce e con un buon tasso tecnico. E che ha cercato di sopperire alla mancanza di un grande uomo gol in attacco con un gioco veloce in fase di ripartenza: e infatti con Giaccherini e Insigne è andata persino bene. Si è vista più Spagna dentro l’Italia, che dentro la squadra di Del Bosque lontana parente di quella formidabile di cinque o sei anni fa.
Insigne, Bernardeschi (all’esordio) e Zaza hanno determinato il cambio di passo degli azzurri, soprattutto perché sono giovani e hanno fame. Conte fino ad oggi non li aveva praticamente previsti, starà al ct adesso fare la sintesi di tutto questo. Consideriamola una partenza, non un arrivo.
(Fabrizio Bocca, Bloooog!, La Repubblica)


