ADESSO BISOGNA ALZARE LA VOCE!

Ora basta davvero. E’possibile sopportare tutto , anche la seconda sconfitta consecutiva in casa di un men che modesto Udinese , ma la mancanza di rispetto nei confronti di una tifoseria , sconfortata e ferita da un mercato inesistente e da un eliminazione atroce dalla Champions League ma che ha sempre risposto presente ad ogni accorato appello societario , non è in alcun modo tollerabile. Dopo l’agonizzante estate che il tifoso napoletano ha dovuto soffrire , nessuno di noi si aspettava che questa squadra potesse effettivamente competere per il tricolore al pari di Juventus e Roma ma neanche che bastassero la mera grinta di modeste compagini , come Chievo ed Udinese , per spazzar via un gruppo di calciatori che oggi sembra aver completamente perso la bussola. Parliamoci chiaro : le responsabilità sono di tutti. Inutile soffermarsi sull’immobilismo del mercato perché rischieremmo di essere ripetitivi : sarebbe invece opportuno parlare dell’assenza totale della società. Il silenzio di De Laurentiis ormai suona come carta conosciuta : impegnato in misteriosi viaggi negli Stati Uniti , sempre attento alle sorti del suo figlio prediletto “ Filmauro” , il patron parla ( e sparla) solo ed esclusivamente quando gli azzurri riescono a fare risultato pieno. Anche dopo Udine , nessun twitter, nessuna intervista , segno indiscutibile del disagio che sta vivendo un uomo che sa di aver perso ormai praticamente tutta la credibilità agli occhi dei napoletani. Dopo De Laurentiis esiste il vuoto : Bigon , con ogni probabilità ancora esausto per la “prodigiosa” campagna acquisti effettuata da Giugno a Settembre , si limita a svolgere il ruolo di semplice accompagnatore di Benitez e Pecchia in panchina : il suo aspetto trasandato e la sua barba lunga e bianca sono l’immagine perfetta di questo Napoli. La Società Calcio Napoli si limita a questi due elementi : a meno che non si voglia considerare “persona della società” anche quell’Edo De Laurentiis , sbalzato agli onori della cronaca per le deliranti ed irrispettose dichiarazioni fatte sulla tifoseria. Alle volte , è meglio stare zitti specialmente se si sa perfettamente di avere torto. E’fin troppo evidente pertanto la mancanza di un uomo di spessore , il Sabatini o il Marotta di turno : quella persona che sappia parlare alla tifoseria quando le cose , come sta accadendo nelle ultime settimane ,  prendono una piega terribile. Una persona che sappia metterci la faccia , che sia in grado di assumersi le responsabilità per la società. L’assenza di un direttore generale di rilievo , figura ormai latitante dai tempi di Pier Paolo Marino , costituisce la fonte principale dei problemi di comunicazione che questa società possiede ormai da anni e alla quale non vuole proprio dare rimedio. Si preferisce che a parlare sia Rafa Benitez. Già , Rafa. Anche lui , ormai , appare irriconoscibile. Le dichiarazioni di facciata a giustificazione dell’operato societario non convincono nessuno e non sembrano neanche nello stile del tecnico madrileno. Le persone , che lo hanno apprezzato e continuano a farlo per la sua schiettezza e  per il suo modo di non temere alcun giudizio o scelta del presidente di turno , non possono non notare il modo in cui ormai si sta inesorabilmente arrampicando sugli specchi. E la confusione di Rafa finisce giocoforza per imbattersi anche nelle scelte tattiche : ferma restando la bontà del turnover ed una prima frazione di gioco giustificata anche dal turno di Europa League e dal prossimo impegno di campionato infrasettimanale , è impensabile regalare minuti ed uomini ad un Udinese inesistente : la presenza di Michu ed Insigne per settanta minuti , il voler insistere assiduamente su un ex calciatore come Maggio ( ancora colpevole sul goal di Danilo) , inserire il giocatore più in forma della squadra ( Mertens) solo dopo lo svantaggio , richiede delle giustificazioni. Credibili però , non come quelle addotte una settimana fa quando affermò che questa squadra era addirittura più forte a quella della scorsa stagione. Giustificazioni che sono terminate anche per la squadra : è inaccettabile veder camminare sul campo calciatori che guadagnano fior di milioni di euro e sentirsi ripetere quotidianamente che i calciatori hanno difficoltà a reagire ad uno svantaggio o che si scoraggiano quando non riescono a sbloccare subito la gara. E sarebbero questi i calciatori che avrebbero dovuto affrontare la Champions League? Se così fosse , bisognerebbe ringraziare il Bilbao per averci eliminato e risparmiato amarissime altre delusioni. Il vero problema , invece ,  è quello già sottolineato anche nelle precedenti settimane : a questa squadra , a questo gruppo , manca il carattere. Prestazioni prive di coraggio , come quella odierna e quella di appena sette giorni fa , capitavano anche con Mazzarri in panchina. E si verificano per la semplice ragione che in campo c’erano ( ed ancora ci sono) interpreti incapaci di poter competere a certi livelli e che inspiegabilmente ancora fanno parte di un progetto che quest’anno avrebbe dovuto assumere tutt’altra dimensione. Aveva ragione Benitez : la personalità dei calciatori la si acquista solo al calciomercato. E non soffermandosi su inutili tatticismi tanto cari alla stampa calcistica italiana.  E qui la colpa ritorna inevitabilmente ad Aurelio. Insomma , tanta , troppa confusione. Tanto troppo dilettantismo che questa città non merita affatto. Adesso bisognerebbe soltanto che chi è stato così bravo negli anni a riempire le pagine dei giornali di proclami fini a sé stessi , al sol fine di imbonire una tifoseria ingenua e col sol limite di essere fin troppo passionale  , ritorni a far sentire la propria voce e a non nascondere la testa sotto la sabbia per paura del confronto. Il Napoli ha bisogno nuovamente di una figura presidenziale che oggi latita in modo imbarazzante. E’necessario che De Laurentiis si assuma una volta per tutte le proprie responsabilità e che mantenga vivo quel briciolo di credibilità progettuale rimasta. E’doveroso che spieghi definitivamente quali sono le sue intenzioni per il futuro , che alzi la voce anche con un tecnico e una squadra ormai confusi e smarriti. Perché simili umiliazioni devono avere una fine. Adesso , non un domani. Per il rispetto di Napoli tutta.

Translate »